NICOLA DI MIRA, santo - S. N. con i fanciulli e le fanciulle. Dipinto di Andrea Sabatini detto Andrea da Salerno (sec. XVI) - Napoli, Pinacoteca.
byzantin inédit, in Monuments Piot, VII, 1900). L'arte russa ha spesso rappresentato s. N. anche con episodi della sua vita: nella Pinacoteca Vaticana se ne hanno alcuni esempi dei secc. XVI-XVII. In Germania, in Svizzera e in Olanda la fantasia popolare ha fatto di N. il vecchio munifico dalla barba bianca che il giorno della sua festa (6 dic.) porta i suoi doni ai bambini. Nell'America del nord è stato identificato con la popolare s. Claus (da s. Nicolaus) che reca i suoi doni la notte di Natale.
Il Martirologio romano, oltre la festa del 6 dic., ne commemora la traslazione il 9 maggio. Ancora oggi presso la tomba del Santo viene raccolto un liquido oleoso, chiamato «manna di s. N.» che si dice emanare dalle sue ossa e a cui si attribuisce un potere prodigioso.
Arte. - Nell'arte bizantina, la figura del Santo è riportata su talismani, compare nelle iconostasi delle chiese: si trova anche in una cappella del 1560, sul Monte Athos, un completo ciclo dedicato alla sua leggenda, conformemente ai precetti del Libro della pittura.
Fra le massime rappresentazioni pittoriche del Santo è quella nella pala d'altare di Bernardo Daddi agli Uffizi, una scultura nello stile di Jacopo della Quercia nel duomo di Siena, un'altra nella cappella del Santo a Siest. Numerosissime le sculture lignee tedesche che rappresentano il Santo con l'atributo delle palle d'oro sul libro.
Scene di episodi tolti dalla sua leggenda vennero affrescate già nel sec. XIII nella cappella del Sancta Sanctorum a Roma e in S. Cuniberto a Colonia, o furono comprese
in un altare fiammingo del Museo di Dublino. A S. Paolo in Carinzia si conserva un pulpito romanico con 29 scene scolpite; nelle grandi cattedrali intere vetrate sono dedicate alla storia del Santo, a Bourges, a Civray, Chartres, Tours, Le Mans in Francia e a Friburgo. Anche nei contemporanei cicli di affreschi la storia del Santo trova largo impiego. Cinque scene sono rappresentate a Colonia, in S. Maria del Giglio, altre nella cappella del Sacramento in S. Croce a Firenze e nella Basilica inferiore di Assisi. Vanno inoltre ricordati gli affreschi del chiostro maggiore di Zurigo, del sec. XIV, di una cappella presso Bonaduz, e soprattutto il romanzo racconto che un anonimo maestro raffigurò in 12 scene nella cappella già dedicata al Santo nel chiostro di Costanza. Numerosissime anche le pale d'altare riproducenti l'immagine, mentre singoli episodi trovano posto nelle predelle o negli scomparti laterali. L'arte italiana possiede in questo campo insigni capolavori, come le quattro tavole di Ambrogio Lorenzetti, all'Accademia di Firenze, datate nel 1332, e tre tavole della Galleria Buonarroti, dell'inizio del sec. XV; inoltre varie predelle, come quella dovuta ad allievi di Masaccio nel Museo di Berlino. S. Nicola libera tre cavalieri in una tavola di Mariotto di Nardo (sec. XV) nella Pinacoteca Vaticana, dove pure si trova insieme con S. Paolo in una tavola di Niccolò Buonaccorsi, con altri santi in un'altra del senese Paolo di Giovanni. Feli. Gentile da Fabriano dipinse un polittico per la cappella Quaratesi in S. Niccolò a Firenze di cui una parte è agli Uffizi nella stessa città; mentre la centrale è nel Buckingham Palace di Londra; e quattro dipinti della predella con le scene della nascita e di tre miracoli del Santo sono nella Pinacoteca Vaticana. L'Angelico ripeté più volte il tema, e fra le sue opere è particolarmente notevole una pala per la cappella di S. N. in S. Domenico a Perugia, oggi nella Pinacoteca di quella città, la cui predella con episodi della vita del Santo è conservata nella Pinacoteca Vaticana. Altri esempi si possono trovare anche nei paesi di lingua tedesca, p. es., in S. Niccolò a Rostock e in S. Maria a Danzica. Più scarse le rappresentazioni dei vari fatti della vita del Santo condotte a rilievo in marmo e in legno: di età romanica sono due fonti battesimali a Zedelghem (in Olanda) e a Winchester (in Inghilterra), una sedia arcivescovile a Troyes, timpani e portali a Kolmar, Chartres, ecc. - Vedi tav. CXVII.
