NEOCLASSICISMO. - In senso lato può significare un qualsiasi ritorno deliberato o programmatico a forme espressive di gusto classico; quindi s'è potuto parlare di momenti e tendenze neoclassiche dell'arte ellenistica, dell'arte romana, dell'arte bizantina e così via. In senso più ristretto, con il termine n. si intende l'affermarsi e il diffondersi nelle arti figurative di un particolare gusto proprio della seconda metà del sec. XVIII e dei primi anni del XIX per cui in architettura, in scultura, in pittura ed in ogni altra manifestazione artistica di carattere decorativo è riflesso un interesse, uno studio e quindi una deliberata imitazione delle forme dell'antica arte classica, indagate con mentalità, spirito e cultura archeologica; e ciò principalmente secondo le teorie di G. G. Winckelmann e di altri dotti ed esteti italiani e stranieri.
Il n. si inquadra nel grande movimento romantico (v. ROMANTICISMO) ed è uno degli aspetti di quella insoddisfazione per le manifestazioni della mentalità e del gusto
NEOCLASSICISMO - Arco della Pace di L. Cagnola con completamenti di Peverelli e Moglia, inaugurato nel 1838 - Milano. (fot. Alinari)dell'età barocca che è tipico in molti ambienti della cultura e dell'arte europea fin dalla prima metà del Settecento. Esso segue in ordine di tempo le approssimazioni classiciste, quasi sempre risolte con ritorni a forme del Cinquecento, diffuse insieme alle prime affermazioni del razionalismo nel campo dell'architettura e a quelle del naturalismo veristico in quelli della plastica e della pittura, e precede, sempre in ordine di tempo, quelle, dichiaratamente puriste (v. PURISMO), tipiche dei primi decenni dell'Ottocento. Fra i maggiori architetti neoclassici si ricordano in Italia, con Michelangelo Simonetti, Pietro Camperese il Vecchio, Raffaello Stern, autori del complesso architettonico dei Musei Vaticani, A. Niccolini e P. Bianchi, attivi a Napoli, il Pollak, L. Cagnola e L. Canonica, attivi a Milano, il Buonsignore, operoso a Torino, A. Selva, a Venezia, P. Nobili, a Trieste. In Francia, a Parigi, sulla via già indicata da N. Servandoni e G. Soufflot, operano in senso neoclassico B. Vignon, autore della Madeleine, il Brouignart, che costruì la Borsa, e lo Chalgrin, il maggiore, che elevò l'Arc de l'Etoile. Altri architetti neoclassici francesi sono: C. N. Ledoux, A. Peyre, C. Percier e P. F. Fontaine. Tra i tedeschi sono da ricordarsi K. G. Langhaus, autore della Porta di Brandeburgo a Berlino, K. F. Schinckel, L. von Klenze e F. Weinbrenner. I maggiori scultori neoclassici sono A. Canova (v.) ed A. Thorwaldsen (v.). Fra i pittori, quegli che incarna meglio di ogni altro le aspirazioni del n. è il francese J. L. David, seguito in Italia anche da A. Appiani, V. Camuccini, F. Giani e da altri minori. - Vedi tav. CXIII.
BIBL.: L. Bertrands, La fin du classicisme et le retour à l'antique ecc., Parigi 1897; G. R. Ansaldi- B. M. Apolloni, s. V. ENOCH. Ital., XXIV, pp. 551-58; A. M. Brizio, Ottocento Novecento, Torino 1939, pp. 3-66. Emilio Lavagnino
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“NEOCLASSICISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 1023. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/neoclassicismo.