NEOCLASSICISMO

NEOCLASSICISMO - Arco della Pace di L. Cagnola con completamenti di Peverelli e Moglia, inaugurato nel 1838 - Milano.
NEOCLASSICISMO - Arco della Pace di L. Cagnola con completamenti di Peverelli e Moglia, inaugurato nel 1838 - Milano.

dell'età barocca che è tipico in molti ambienti della cultura e dell'arte europea fin dalla prima metà del Settecento. Esso segue in ordine di tempo le approssimazioni classiche, quasi sempre risolte con ritorni a forme del Cinquecento, diffuse insieme alle prime affermazioni del razionalismo nel campo dell'architettura e a quelle del naturalismo veristico in quelli della plastica e della pittura, e precede sempre in ordine di tempo, quelle, dichiaratamente purte (v. PURISMO), tipiche dei primi decenni dell'Ottocento. Fra i maggiori architetti neoclassicisti si ricordano in Italia, con Michelangelo Simonetti, Pietro Camporese il Vecchio, Raffaello Stern, autori del complesso architettonico dei Musei Vaticani, A. Niccolini e P. Bianchi, attivi a Napoli, il Pollak, L. Cagnola e L. Canonica, attivi a Milano, il Buonfigliore, operoso a Torino, A. Selva, a Venezia, P. Nobili, a Trieste. In Francia, a Parigi, sulla via già indicata da N. Servandoni e G. Soufflot, operano in senso neoclassico B. Vignon, autore della Madeleine, il Brougniat, che costruì la Borsa, e lo Chalgrin, il maggiore, che elevò l'Arc de l'Etoile. Altri architetti neoclassici frascati sono: C. N. Ledoux, A. Peyre, C. Percier e P. Fontaine. Tra i tedeschi sono da ricordarsi K. G. Langhaus, autore della Porta di Brandeburgo a Berlino, K. F. Schinkel, L. von Klenze e F. Weinbrenner. I maggiori scultori neoclassici sono A. Canova (v.) ed A. Thorwald, se non (v.). Fra i pittori, quegli che incarna meglio di ogni altro le aspirazioni del n. è il francese J. L. David, seguito in Italia anche da A. Appiani, V. Camuccini, F. Giani e da altri minori. - Vedi tav. CXIII.

BIBL.: L. Bertrand, La fin du classicisme et le retour à l'antique ecc., Parigi 1897; G. R. Ansaldi - B. M. Apolloni, s. V. ENOCH. Ital., XXIV, pp. 551-58; A. M. Brizio, Ottocento Novocento, Torino 1939, pp. 3-66.