MUSULMANA, ARTE. - Gli Arabi, estendendo l'occupazione religiosa e politica sui territori dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente, fecero propria la cultura e l'arte dei popoli dominati, unificandole. Nella Spagna la tradizione locale diede luogo a uno stile composito che si chiamò *mozarabe* (*musta'ribah* = «arabizzati») quando fu dovuto ai cristiani operosi in terra musulmana; e *nudejare* (*nud-dahar* = autorizzato a dimorare) se dovuto ad Arabi attivi in terra riconquistata dai cristiani.
**I. ARCHITETTURA.** - Fu soprattutto la Persia che estese la sua influenza su tutto l'islam, e da essa provennero alcuni particolari caratteri costruttivi: la cupola raccordata dai pennacchi sulla pianta quadrata, le arcate cieche per alleggerire le murature, gli archi a ferro di cavallo, rialzati, a sesto acuto. La struttura architettonica spesso è rivestita da una sontuosa decorazione in cui entrano soprattutto lo stucco, le piastrelle di maiolica polirroma che rivestono intere superfici, e, meno frequentemente, la pietra colorata. Fantasiosi effetti sono ottenuti con la decorazione delle vòlte a stalattiti (*muqammas*). L'architettura religiosa ebbe come tema la costruzione di minareti e di moschee nelle quali però pianta ed alzato variarono nelle diverse regioni e nelle diverse età. L'architettura civile lasciò esempi sontuosi nei palazzi reali, il cui tipo più frequente aveva all'esterno carattere difensivo. Tutta la costruzione si svolgeva intorno al cortile centrale con fontane e specchi d'acqua; in fondo al cortile erano gli appartamenti di rappresentanza, e, dietro, i bagni e le abitazioni private. In Sicilia non esistono più i palazzi costruiti durante la dominazione fatimida, ma quelli eretti a Palermo in età normanna - la Cuba e la Zisa - sono in gran parte dovuti ad architetti arabi. In Spagna resta l'esempio più splendido e famoso di costruzione prin-

**II. ARCHITETTURA.** - Il teatro della cosiddetta «Torre degli Infanti». Granata (Alhambra).
**III. SPUTURA.** - Le arti plastiche ebbero come principale compito la decorazione degli edifici: motivi ornamentali prevalentemente geometrici si hanno sotto gli 'Abbasidi'; floreali e fogliacci sotto i Mamelucchi. Prevalse l'uso dello stucco; la scultura in pietra non fu molto usata e fu limitata alla decorazione di parti architettoniche.
MUSULMANA, ARTE - Cofanetto intarsiato (sec. XIII) - Palermo, Cappella Palatina.
Quest'arte sembra praticata forse un po' tardi, poiché Firdūsi nel suo Libro dei re (fine del sec. x) parla di affreschi nei palazzi principeschi, e mai di miniature.
Nell'Africa settentrionale essa fu applicata alla illustrazione di libri religiosi, e vi dominano l'eleganza della scrittura e la preziosità della decorazione geometrica, che per ricchezza di fantasia emula i tappeti. In Persia, la miniatura ebbe dall'inizio del sec. XIII alla fine del XVIII splendida varietà di composizioni. Vi si succedono tre grandi scuole, corrispondenti alle tre dinastie che dominarono l'Irān: i Mongolì, i Timūridì, i Safawidì. In seguito all'invasione mongola del sec. XIII l'influsso della pittura cinese penetrò in Persia, e determinò particolari caratteri della miniatura, che raggiunse grande altezza soprattutto sotto i Timūridì, grandi amatori di lettere e d'arte. Nella prima metà del '400 il principe Bajsunqur, nipote di Tamerlano, fondò a Herāt un'accademia del libro, dalla quale uscirono opere di grande bellezza; la maggiore per sonalità di questa scuola è Kamāl ad-din Behzād, che ebbe discepoli a Herāt e a Tabrīz. I soggetti più comunemente trattati sono scene di battaglie, di cacce e di banchetti. Nonostante il continuato interessamento di principi (lo šāh 'Abbās I aveva inviato a Roma giovani pittori allo scopo di studio), nel sec. XVIII si inizia la decadenza.
IV. ARTI MINORI
L'impulso dato all'arte del libro favorì anche il perfezionamento della tecnica della rilegatura, di cui il tipo più frequente è in cuoio inciso con ornati geometrici a dorature. Anche nel campo delle arti tessili la Persia fu particolarmente attiva col produrre sette leggere, broccati, velluti e continuare la tradizione sansa, anche degli ornati floreali e dei motivi di animali affrontati. Ma il prodotto più importante dell'Oriente in questo campo fu il tappeto, prima manufatto popolare, poi industrializzata negli alboratori di corte, presto ricercato ed esportato anche in Europa (lo si vede già riprodotto in dipinti italiani della prima metà del '300). Quest'arte fu viva nell'Anatolia, nel Caucaso e soprattutto in Persia dove ebbe il massimo sviluppo sotto i Šafawidì. Appartengono a questo periodo gli esemplari più preziosi, con disegni floreali, giardini, caccie, animali (tappeto del Museo Poldi-Pezzoli di Milano, del 1521).Nei paesi musulmani i metalli vennero decorati con l'agemina, secondo una tecnica diffusasi dalla Mesopotamia non solo in Persia, ma nell'Occidente fino a Venezia. L'uso dello smalto su metallo è invece assai raro e solo di derivazione bizantina. Come sulla pittura anche sulla decorazione della maiolica ebbe influenza l'arte cinese. Vastissima fu la produzione del vasellame, esportato e ricercato anche in Occidente. La decorazione fu non solo dipinta ma anche talvolta graffita. Le forme più comuni sono fiaschi a lungo collo, coppe, ciotole, «albarelli» il cui modello fu imitato in Italia e diede il nome ai vasi di farmacia. Scoperta islamica fu la vernice a riflessi metallici, che ebbe origine pare ca. il sec. IX, in Mesopotamia, e che si diffuse in Persia, in Egitto, nella Spagna, dove furono numerosi centri di produzione: Maiorca (donde il nome di maiolica), Valenza, Siviglia e Malaga, dalle cui officine uscì il grande vaso dell'Alhambra. Gli operai arabi continuarono la loro attività in Spagna dopo la cacciata dei musulmani, ed è vastissima la produzione medievale.