MUSEO e MUSEOLOGIA. - Con il termine di m. si indica una collezione di opere d'arte o di soggetti d'un particolare periodo ed ambiente storico oppure cimeli di carattere scientifico, mentre il secondo termine, che è di creazione moderna, si riferisce a quella speciale attività che si dedica allo studio delle norme per la costituzione di un buon m. La parola « m. » è derivata dall'uso di disporre, in Alessandria d'Egitto, nel periodo dell'Ellenismo, opere d'arte e cimeli in locali dedicati, per questo, alle Muse. Ma l'origine dei m. si può riportare anche all'uso di riservare speciali ambienti presso i templi e i santuari per accoglierli i numerosi doni, spesso di grande pregio artistico, offerti alle divinità venerate, ambienti che si chiamarono però « tesori ». Un vero e proprio m., destinato anche all'ammirazione dei cittadini, fu quello istituito da Attalo I a Pergamo, celebre per le opere d'arte ivi raccolte dalle varie terre di conquista.
Il medioevo, se conobbe l'uso di conservare presso le cattedrali e i monasteri più visitati gli ex-noto e i doni recati dai fedeli, ignorò l'esistenza di veri m. destinati ad essere goduti dal pubblico. Con il Rinascimento, nella Firenze quattrocentesca, la fervida passione culturale ed estetica produsse la spontanea trasformazione delle raccolte private per l'unico godimento dei proprietari, nei primi m., dove erano ammessi soprattutto giovani artisti perché avessero sott'occhio l'esempio vivo dell'arte classica: in tal senso il primo m. in Europa fu quello costituito dal « Giardino Mediceo » dove liberamente pittori

Soprattutto in Italia si sviluppò tra il sec. xv e il xvi la voga delle raccolte d'arte: le corti di Mantova, di Modena, di Milano, di Urbino furono tra le prime a darne l'esempio. In Francia, con Francesco I, la celebre « Galleria » di Fontainebleau, dove lavorarono tanti artisti italiani, aveva già l'aspetto d'un vero e proprio m. Più tardi Luigi XIV nel nuovo progetto del Louvre affidato al Bernini, prevedeva una grande galleria di statue e, per influenze francese, durante il sec. xviii in Inghilterra privati e principi andarono costituendo le importanti collezioni che poi formeranno il nucleo delle attuali raccolte pubbliche.
Al centro della storia dei m. sta il Vaticano con i suoi m., di importanza unica al mondo, formatisi in vari tempi, ma soprattutto dovuti alle grandi idee di Pio VI, il quale iniziò la prima costruzione di quel m. detto poi Pio-elementino. I M. Vaticani sono il maggiore esempio di grandiosa sistemazione di opere, specialmente di scultura greca e romana secondo il gusto neoclassico.
L'origine dei m. moderni è in gran parte dovuta all'acquisto delle antiche collezioni private da parte dello Stato, mentre in paesi privi di tradizione umanistica, come gli Stati Uniti, essi vennero fondati per merito di grandi istituzioni culturali o per opera degli stessi Governi.
Nella seconda metà del sec. xix si costituirono i maggiori edifici destinati a m. ed uno dei più celebrati esempi fu quello del M. di Stato di Berlino, ma più recentemente, con il perfezionarsi degli studi di urbanistica e di architettura si giunse alla valorizzazione razionale degli ambienti in rapporto alla collocazione e allo studio delle opere
d'arte. La Galleria di Brera a Milano (riordinata nel 1920), il M. di scultura a Pisa, il M. della Floridiana a Napoli, la Galleria del Banco di Napoli della stessa città sono alcuni dei molti esempi di m. in cui le moderne provvidenze sono state adottate. Prima dell'ultimo conflitto bellico, che ha causato gravissimi danni anche ai maggiori m. d'Europa (creando nuovi e assillanti problemi), si costituì, presso la Cooperazione Intellettuale, emanazione della Società delle Nazioni, un « Office International des Musées » che, attraverso congressi e pubblicazioni, ha incrementato profondamente tutte le ricerche relative ai m. - Vedi tav. CV.