BORBONE-ANJOU-DUESICILIE, ALFONSO MARIA GIUSEPPE ALBERTO

BORBONE-ANJOU-DUESICILIE, ALFONSO MARIA GIUSEPPE ALBERTO. - Conte di Caserta, n. a Caserta il 28 marzo 1841 da re Ferdinando II e da Maria Teresa di Austria, m. a Cannes il 26 maggio 1934. Ufficiale d'artiglieria nell'esercito borbonico, prese parte alla ostinata e suprema difesa di Gaeta (6 nov. 1860 - 13 febbr. 1861), sino a quando, all'alba del 14 febbr., non si imbarcava col fratellastro re Francesco II sulla «Mouette», e lasciava la piazza ormai conquistata.

Sostenitore pertinace e caldo, spesso anzi avven-tato, di tutti gli inconsulti ed infelici tentativi volti, comunque, ad una impossibile restaurazione, dopo aver visto nell'estate del 1867 la regina madre Maria Teresa ed il piccolo principe di Caltagirone, ultimo figlio di Ferdinando II, morire di colera in Albano, validamente cooperava in quell'autunno fra le schiere pontificie alla lotta serrata contro i garibaldini irrompenti nel Lazio.

A Roma aveva sposato l'8 giugno 1868 Antonietta di Borbone-Due Sicilie ed a Roma faceva pronto ritorno ai primi del sett. 1870 con l'intenzione di combattere nuovamente in favore del governo pontificio. Gli avvenimenti del 20 sett. lo sorpresero col fratello conte di Bari a palazzo Farnese, che apparve ai nuovi venuti ostinatamente chiuso e protetto dai colori prussiani; ma il 23 seguente dovette partirsene per Civitavecchia e dall'Italia sotto scorta.

Successo il 15 genn. 1895, a Monaco di Baviera, al defunto Francesco II, mentre il partito legittimista napoletano, che continuò lungamente a vegetare, lo riconosceva sua Maestà Alfonso I delle Due Sicilie, ritirava a villa Maria Teresa in Cannes, dedicando i molti anni della restante sua vita all'educazione della numerosa figliolanza nonché ad opere insigniti di caritatevole e schiave pietà, per lasciar poi fama incondizionata di virtù non comuni e di cavalle-resa nobiltà di carattere.

BIBL.: E. Kanzler, *Rapporto alla Santità di Nostro Signore papa Pio IX*, *sulla invasione dello Stato Pontificio nell'autunno 1867*, Roma 1868, p. 6; L. R. De Cesare, *Roma e lo Stato del papa*, ecc., 1871, 1907; id., *La fine di un regno*, Città di Castelldefine, 1908; B. Croce, *Storia del Regno di Napoli*, Bari 1925; id., *Gli ultimi borbonici*, Napoli 1926, estratto da *Atti della R. Acc. di Scienze morali di Napoli*, 30 (1927), pp. 1-23; P. Calà Ulloa, *Un re in esilio. La corte di Francesco II a Roma dal 1861 al 1870*, Bari 1918; *Almanach de Gotha*, 1934, pp. 36-38; *Necrologio*, in *Osservatore Romano*, 28-29 maggio 1934; C. Montù, *Storia della artiglieria italiana*, III, parte 2*, Roma 1937, pp. 1917, 918, 930; C. M. De Vecchi, *Le carte di Giovanni Lanza*, VI, Torino 1938, pp. 44, 54; T. Battaglini, *Il crollo militare del regno delle Due Sicilie*, I, Modena 1939, pp. 33, 125, 129, 141, 171, 175, 183; II, pp. 7, 25, 39, 52, 121, 177. Paolo Dalla Torre

BORBONE-ANJOU-SPAGNA, ALFONSO CARLO FERDINANDO GIUSEPPE GIOVANNI PIO. - Infante di Spagna, duca di S. Giacomo, cavaliere dell'Ordine di S. Uberto, n. a Londra il 12 sett. 1849 dal principe Giovanni (1822-87) e dal

l'arciduchessa Maria Beatrice d'Austria-Este (1824-1906), e m. a Vienna per investimento automobilistico alla fine di sett. del 1936. Fu l'ultimo rappresentante del carlismo come nipote di don Carlos (1788-1855). Proposto nel 1861 a succedere allo zio Francesco V di Modena, che avrebbe dovuto cingere la corona imperiale del Messico, quasi ventenne, all'indomani di Mentana, il 6 giugno 1868 si offriva a Pio IX come semplice zuavo.

Il 20 sett. 1870, mentre Roma stava per essere investita, entrò con i suoi in linea guarnendo le mura Aureliane da Porta Pia al rientrante del Castro Pretorio, e riusciva quindi a ripiegare in piazza S. Pietro: l'indomani, dopo l'indimenticabile ultima benedizione di Pio IX all'esercito, sfilava a Porta S. Pancrazio, mentre i regni rendevano gli onorabili militari, per tornarsene in Austria, e sposare il 26 apr. 1871 l'infanta Maria de las Nieves, del ramo legittimo dei re del Portogallo, nel maniero bavarese di Heubach.

Accesosi, nel 1872, il triennale conflitto carlista, si portò subito a servizio del pretendente fratello Carlos (1848-1909), Datoi dopo il 1876 a lunghi e rischiosi viaggi di esplorazione in terre selvage e lontane, iniziava nel 1900, in seguito a clamorosa vertenza cavalleresca fra due ufficiali austriaci, quel vasto moto antidueellistico, che, attraverso una vera e propria Lega internazionale, tanta influenza ebbe sul declino del barbaro ed assurdo costume specialmente fra i militari e gli aristocratici.

La guerra mondiale lo colse nel 1914 in Austria, ove, anche per essere zio e a suo tempo tutore della futura imperatrice Zita, ebbe modo di parteciparvi con grandi opere caritative, che culminarono nell'adattamento ad ospedale per feriti della signorile dimora di Ebensweier presso Altmünster. Profondamente amante dell'Italia, la cui lingua parlava correntemente ed a cui tanti ricordi d'infanzia e di gioventù lo legavano, A. di B., rientrava per l'ultima volta nella Penisola, ospite della villa borbonica delle Pianore presso Viareggio, per assistere ai funerali del nipote don Jaime (m. il 2 ott. 1931) pretendente carlista, ed assumerne i diritti di famiglia anche nei confronti degli Orléans e la successione legittimistica alla corona di Spagna, nonché ricevervi, come re, atto di sudditanza da parte dei rappresentanti del carlismo, prima che, morendo egli senza eredi, si concludesse la secolare vertenza con il ramo di Isabella, allora rappresentato da Alfonso XIII.

BIBL.: A. Vigevano, La fine dell'esercito pontificio, Roma 1920, pp. 304-307, 490, 568-569, 574, 577, 600, 613; Almanach de Gotha, 1934, pp. 35, 36; F. Crispolti, L'ultimo principe carlista, Ricordi personali, in Nuova Antologia, 1937, V, pp. 365-76.