BORBONE, CARLO di. - N. verso il 1433 da Carlo I duca di Borbone, m. a Lione il 13 sett. 1488. Undicenne fu nominato nel 1444 arcivescovo di Lione dai canonici della Cattedrale, ma la sua nomina non fu convalidata che nel dic. 1446; non prese però il governo della diocesi che nel 1447. Fu creato cardinale nel dic. 1476 a richiesta di Luigi XI, al quale il B. rimase quasi sempre attaccato; da lui ebbe ricchi e numerosi benefici e fu costituito governatore di Parigi, dove si fece benvolere. A Lione fece costruire la facciata della Cattedrale.
BORBONE - ANJOU - DUE SICILIE, ALFONSO MARIA GIUSEPPE ALBERTO. - Conte di Caserta, n. a Caserta il 28 marzo 1841 da re Ferdinando II e da Maria Teresa di Austria, m. a Cannes il 26 maggio 1934. Ufficiale d'artiglieria nell'esercito borbonico, prese parte alla ostinata e suprema difesa di Gaeta (6 nov. 1860 - 13 febbr. 1861), sino a quando, all'alba del 14 febbr., non si imbarcava col fratellastro re Francesco II sulla «Mouette», e lasciava la piazza ormai conquistata.
Sostenitore pertinace e caldo, spesso anzi avventato, di tutti gli inconsulti ed infelici tentativi volti, comunque, ad una impossibile restaurazione, dopo aver visto nell'estate del 1867 la regina madre Maria Teresa ed il piccolo principe di Caltagirone, ultimo figlio di Ferdinando II, morte di colera in Albano, validamente cooperava in quell'autunno fra le schiere pontifice alla lotta serrata contro i garibaldini irrompenti nel Lazio.
A Roma aveva sposato l'8 giugno 1868 Antonietta di Borbone-Due Sicilie ed a Roma faceva pronto ritorno ai primi del sett. 1870 con l'intenzione di combattere nuovamente in favore del governo pontificio. Gli avvenimenti del 20 sett. lo sorpresero col fratello conte di Bari a palazzo Farnese, che apparve ai nuovi venuti ostinatamente chiuso e protetto dai colori prussiani; ma il 23 seguente dovette partirse per Civitavecchia e dall'Italia sotto scorta.
Successo il 15 genn. 1895, a Monaco di Baviera, al defunto Francesco II, mentre il partito legittimista napoletano, che continuò lungamente a vegetare, lo riconosceva Sua Maestà Alfonso I delle Due Sicilie, ritiravasi a villa Maria Teresa in Cannes, dedicando i molti anni della restante sua vita all'educazione della numerosa figliolanza nonché ad opere insigni di caritatevole e schiva pietà, per lasciar poi fama incondizionata di virtù non comuni e di cavalleresca nobiltà di carattere.
BORBONE - ANJOU - SPAGNA, ALFONSO CARLO FERDINANDO GIUSEPPE GIOVANNI PIO. - Infante di Spagna, duca di S. Giacomo, cavaliere dell'Ordine di S. Uberto, n. a Londra il 12 sett. 1849 dal principe Giovanni (1822-87) e dal-
l'arciduchessa Maria Beatrice d'Austria-Este (1824-1906), e m. a Vienna per investimento automobilistico alla fine di sett. del 1936. Fu l'ultimo rappresentante del carlismo come nipote di don Carlos (1788-1855). Proposto nel 1861 a succedere allo zio Francesco V di Modena, che avrebbe dovuto cingere la corona imperiale del Messico, quasi ventenne, all'indomani di Mentana, il 6 giugno 1868 si offriva a Pio IX come semplice suavo.
Il 20 sett. 1870, mentre Roma stava per essere investita, entrò con i suoi in linea guarnendo le mura Aureliane da Porta Pia al rientrante del Castro Pretorio, e riusciva quindi a ripiegare in piazza S. Pietro: l'indomani, dopo l'indimenticabile ultima benedizione di Pio IX all'esercito, sfilava a Porta S. Pancrazio, mentre i regi rendevano gli onori militari, per tornarsene in Austria, e sposare il 26 apr. 1871 l'infinita Maria de las Nieves, del ramo legittimo dei re del Portogallo, nel maniero bavarese di Heubach.
Accessosi, nel 1872, il triennale conflitto carlista, si portò subito a servizio del pretendente fratello Carlos (1848-1909). Datosi dopo il 1876 a lunghi e rischiosi viaggi di esplorazione in terre selvagge e lontane, iniziava nel 1900, in seguito a clamorosa vertenza cavalleresca fra due ufficiali austriaci, quel vasto moto antiduellistico, che, attraverso una vera e propria Lega internazionale, tanta influenza ebbe sul declino del barbaro ed assurdo costume specialmente fra i militari e gli aristocratici.
La guerra mondiale lo colse nel 1914 in Austria, ove, anche per essere zio e a suo tempo tutore della futura imperatrice Zita, ebbe modo di parteciparvi con grandi opere caritative, che culminarono nell'adattamento ad ospedale per feriti della signorile dimora di Ebenzweier presso Altmünster. Profondamente amante dell'Italia, la cui lingua parlava correntemente ed a cui tanti ricordi d'infanzia e di gioventù lo legavano, A. di B., rientrava per l'ultima volta nella Penisola, ospite della villa borbonica delle Pianore presso Viareggio, per assistere ai funerali del nipote don Jaime (m. il 2 ott. 1931) pretendente carlista, ed assumerne i diritti di famiglia anche nei confronti degli Orléans e la successione legittimistica alla corona di Spagna, nonché ricevervi, come re, atto di sudditanza da parte dei rappresentanti del carlismo, prima che, morendo egli senza eredi, si concludesse la secolare vertenza con il ramo di Isabella, allora rappresentato da Alfonso XIII.