BORGHESE

BORGHESE. - Troviamo questa famiglia a Siena dove i suoi membri compaiono nel sec. XIII come giuristi, funzionari cittadini, oratori. Nel sec. XV AGOSTINO ebbe missioni a Venezia e fu creato conte dall'Imper

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atore Sigismondo col diritto di portare un'aquila nello stemma di famiglia. I B. ebbero in seguito uffici a Roma, finché MARCANTONIO per sottrarsi ai tumulti cittadini vi si trasferì stabilmente verso la metà del Cinquecento e vi fece venire nel 1554 la madre e la sorella. Acquistò grande credito sino a divenare decano degli avvocati concistoriali e ad essere il difensore del card. Morone, quando questi fu accusato dinanzi al tribunale dell'Inquisizione (m. nel 1574). Dal suo matrimonio con Flaminia Astalli nacquero cinque figli dei quali il terzo, CAMILLO, fu poi papa Paolo V, e due figlie, delle quali una entrò sposa in casa Caffarelli. Dei fratelli, ORAZIO morì giovane ancorà; con Paolo V FRANCESCO fu creato generale di S. Chiesa e sposò Ortensia Santacroce, GIOVANNI BATTISTA divenne castellano di Castel S. Angelo e sposò Virginia Lante. Da questo matrimonio nacquero Marco ANTONIO che sposò Camilla Orsini e divenne principe di Sulmona e grande di Spagna; fu questo il primo passo per entrare nella nobiltà principesca. Il loro figlio PAOLO a sua volta sposò Olimpia Aldobrandini erede di Gian Giorgio e per questo entrò in casa B. il principato di Rossano in Calabria. In tanto Marco ANTONIO nel 1637 aveva comperato il feudo di Palombara; ed altri acquisti accrebbero in seguito lo splendore della famiglia che continuò senza larghi riflessi particolari nella vita pubblica del tempo. Sulla fine del sec. XVIII un altro Marco ANTONIO sposò Marianna Salviati e per essa entrò in casa B. la sostanza Salviati. Loro figli furono: CAMILLO (m. nel 1825) che sposò Paolina sorella di Napoleone Bonaparte dalla quale non ebbe figli, e FRANCESCO che sposò Adelé Maria de la Rochefoucault e che alla morte del fratello assunse il titolo di principe B. Quando questo morì nel 1839 volle che il primogenito Marco ANTONIO continuasse a portare il nome dei B., CAMILLO assumesse quello degli Aldobrandini e SCIPIONE quello dei Salviati. Furono questi tre gentiluomini che contribuirono a tener vivo il decoro dell'alta nobiltà romana attraverso le vicende del sec. XIX con sincera dedizione alla causa papale.

MARCANTONIO che era nato a Parigi il 23 febbr. 1814, vi aveva sposata Guendalina Talbot di Shrewsbury, donna di altissimo spirito e di grande carità, si trasferì a Roma per invito di Gregorio XVI e prese viva parte alla vita cittadina con la fondazione di scuole popolari, di asili d'infanzia, con il concorrerà alla fondazione della Cassa di risparmio e favorire tentativi di bonifica. Attacattissimo a Pio IX ed alle sue riforme, fu conservatore di Roma e deputato per Roma e Ronciglio; segui poi Pio IX a Gaeta; mentre a Roma i rivoluzionari si vendicavano col devastargli la celebre villa suburbana e danneggiarli edifici. Si dimostrò signore molto benefico e partecipò attivamente alla vita pubblica degli ultimi decenni dello Stato papale. Morì a Frascati il 6 ott. 1886.

Suo figlio PAOLO n. a Roma nel 1845, promotore dopo il 1871 della partecipazione dei cattolici alla vita del Comune, fondò nel 1877 insieme col march. Baviera, C. L. Visconti e Paolo di Campello quella Unione romana che ebbe tanta parte nella vita pubblica di Roma sino al 1919.

CAMILLO ALDOBRANDINI, n. a Firenze il 16 nov. 1816, fu colonnello nella Guardia civica e ministro delle armi nel gabinetto Antonelli nel 1848 e poi presidente della Commissione per l'esposizione universale di Londra del 1862 alla quale il governo pontificio partecipò; nel 1867 organizzò nel palazzo Aldobrandini a S. Agata dei Goti l'opera del Comitato di soccorso per i feriti; e dopo il 1870 dietro invito dell'Unione romana dei cattolici partecipò ai Consigli della provincia e del comune. Morì a Roma il 5 giugno 1902.

SCIPIONE SALVIATI, n. a Parigi il 23 giugno 1823, sposò nel 1849 Arabella Fitz-James; ebbe gran parte dopo il 1870 nella «Società per gli interessi cattolici» e con la moglie fondò l'ospedale del Bambino Gesù per l'assistenza all'infanzia e vi diede continuo incremento. Oggi esso fa parte delle istituzioni caritatevoli pontificie. Morì a Roma nel luglio 1892.

BURL: Pastor, XII, p. 3253; G. Moroni, Diz. di erudiz. storica ecles., VI, Venezia 1840, p. 37; P. E. Visconti, Città e famiglie dello Stato pontificio, III, Roma s. d., pp. 913-85; L. Vicchi, Villa B., ivi 1885; E. Re, s. V. ENOCH. Ital., VII, p. 468 seq.; E. Soderini, Il principe M. A. B., in La Rassegna ital., 4 (1896), pp. 165-98; E. Michel, B. Marcantonio, in Diz. del Risorg. Naz., II, p. 368; U. Boncompagni, Ricordi di mia madre Agnese B.-Boncompagni Ludovisi, Roma 1921; E. Ovidii, Aldobrandini Camillo, in Diz. del Risorg. Naz., II, p. 40; P. Dalla Torre, L'anno di Mentana, Torino 1938, pp. 216-77.