BOUGAUD, GUILLAUME-HYACINTHE. — Ge-suita francese, storico e teologo, n. a Quimper il 4 nov. 1690, m. a Parigi il 3 genn. 1743. Entrato nel noviziato nel 1706, insegnò umanità e rettorica a Caen e a Nevers e fu poi addetto, a soli 31 anni, al gruppo di «scriptores» del collegio Louis-le-Grand a Parigi.
Vi rimase tutta la vita, salvo brevi interruzioni, e collaborò assiduamente ai cosiddetti Mémoires de Trévoux sui temi più svariati. Entrò in polemica con il p. Lebrun, dell'Oratorio francese, su questioni teologiche: Réfutation de la dissertation du p. Lebrun sur la forme de la consécration de l'Eucharistie (Parigi 1727), cui seguì poi

tulto sopporto in pace fino a che, provata la sua innocenza, fu riabilitato. Passò gli ultimi anni a dettare missioni in Lorena, Belgio, e Fiandra.
Traité théologique sur la forme de la consécration de l'Eucharistie (2 voll., Lione 1729). Intervienne nelle controversie intorno alla bolla Unigenitus, mettendo in ridicolo i giansenisti in alcune commedie satiriche. La più nota, La femme docteur, ou la théologie tombée en quenouille (Liegi [ma Lione] 1730), fu raccomdata e quasi tradotta (con un vero plagio) dalla scrittrice tedesca Ludwig Gottsched contro i pietisti: Die Pietisterey im Fischbein-Rocke oder die doktormässige Frau (Rostock [ma Lipsia] 1736). Il B. suscitò qualche scalpore con l'Amusement philosophique sur l'âme des bêtes (Parigi 1739), che ebbe tuttavia ristampe e due traduzioni italiane (1742 e 1776). Il suo catechismo, Exposé de la doctrine chrétienne par de-mandes et réponses, divisée en trois catéchismes (ciò catéchismo storico, dominatico e pratico, 1714), venne stampato in francese fino al 1875, in italiano dal 1742 al 1867.
Ma la reputazione più duratura, il B. se la guadagnò come storico, con la sua Histoire des guerres et négociations qui précédèrent les traités de Westphal, e, avec le règne de Louis XIII et le ministère du cardinal Mazarin (3 voll., 1772) ristampata poi come Histoire des traités de Westphalie ou des négociations qui se firent à Münster et à Osnabrück pour rétablir la paix entre tous les princes de l'Europe (2 voll. in-4° 0 4 voll. in-12°, 1714, 3 voll., 1776). L'autore risale sino al tempo di Lutero, ma non sviluppa la materia in pieno che dal 1632 in poi. Da questo momento, i suoi testo prende valore di fonte: una infatti, e cita documenti diplomatici, principalmente le carte del conte d'Avauc, uno dei due plenipotenzieri francesi, e ne riproduce una parte.