BOULAINVILLIERS, HENRI, CONTE DI

BOULAINVILLIERS, Henri, conte di. - N. a St-Saire (Normandia) l'11 ott. 1658, m. a Parigi il 23 genn. 1722. Curiosa figura di storico, di politico, di astrologo. Sostenitore dell'idea feudale contro quella monarchica e del mito della superiorità dei Germani; sostanzialmente spinoziano, dietro una reverenza solo apparente verso il cristianesimo, è uno dei più abili scristianizzatori del suo tempo.

Ne La vie de Mahomed, postuma (2a ed., Amsterdam 1731), riprendendo il concetto della «nobiltà» dell'islamismo già affermato da un gruppo di arabisti, arriva a delineare la figura di Maometto quale attuatore di una religione naturale e umanitaristica: secondo B. la religione di Maometto sa contemperare la natura con la legge, mentre il cristianesimo non solo è contro natura ma è anche innaturale; con la sua idea dell'impossibilità dell'esistenza di ogni religione che non sia esclusivamente naturale, cerca di scalare il concetto di religione positiva e quello di religione rivelata cristiana. Questo mito di Maometto ha un'importanza fondamentale nella Francia razionalistica e declina e si ricollega a tutta un'altra serie di miti (ad es., altezza della morale naturale dei Cinesi con relativa affermazione dell'inutilità della Rivelazione).

BIBL.: R. Simon, Un révolte du Grand Siècle, Garches 1948; M. Petrocchi, Il mito di Maometto in B., in Riv. Stor. Ital., 60 (1948), pp. 367-77 e bibl. ivi citata. Massimo Petrocchi