BOURGES, ARCIDIOCESI DI

BOURGES, ARCIDIOCESI di. - Città del centro della Francia, capoluogo del dipartimento dello Cher; l'arcidiocesi si estende anche nel dipartimento dell'Indre. Col nome di Avaricum fu il principale oppidum dei Biturigi; conquistata da Cesare nel 52 a. C. Biturigae divenne metropoli dell'Aquitania e con la riforma diocleziana capitale dell'Aquitania prima. Fu presa dai Goti nel 475, unita al regno dei Franchi nel 507, poi contea del Berry.

Fino alla Rivoluzione Francese B. possedeva un dittico in avorio del sec. XI (ora nel gabinetto delle medaglie a Parigi) contenente il catalogo dei suoi arcivescovi, continuato fino allo scorcio del sec. XIII (Simone di Beaulieu, 1281-94). Una copia di esso è in un cartulario capitolare della metà del sec. XIII; un'altra copia contiene la lista degli arcivescovi fino al 1789 (ms. 9861 della bibl. Naz. di Parigi). Altre due trascrizioni della lista si trovano in una collezione canonica (cod. parisin. 4280 f. 56) che termina al 1096 (arcivescovo Aldeberto) e in una raccolta di Roberto di S. Mariano. Primo nella lista episcopale è s. Ursino di cui B. celebra la festa al 29 dic. La lista diventa più completa da S. Rodolfo in poi (840-66). Fiorirono in B. nel medievo numerose abbazie sia maschili che femminili.

L'arcidiocesi ha una superficie di kmq. 1438 con una popolazione di 358.145 ab. dei quali 535.000 cattolici con 506 parrocchie, 425 sacerdoti diocesani e 52 regolari; ha un seminario maggiore e i seminari

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(per cortesia del dott. B. Degenhart) BOURDICHON, JEAN - Due ritratti. Nuova York, collezione Mortimer Schiff.
di St-Louis, St-Martin e della Bonne-Dame. Patrono dell'arcidiocesi è il protomartire s. Stefano. L'arcivescovo porta gli antichi titoli puramente onorifici di primate delle Aquitanie e di patriarca.

Dalla fine del sec. XVIII B. ha come suffragance le diocesi di Clermont, Limoges, Le Puy-en-Velay, St-Flour, Tulle.

Personaggi illustri: s. Sulpicio Severo (591), s. Sulpicio il Pio (644), s. Rodolfo (866), s. Solange (sec. X), s. Guglielmo (1209), la s. Giovanna di Valois, duchessa del Berry, moglie di Luigi XII, fondatrice dell'Ordine dell'Annunziata (v.).

A B. si tennero concili provinciali nel 473, 1031, 1145, 1225, 1240, 1276, 1280, 1286, 1336, 1438, 1440, 1528; a Issoudun nel 1081.

Pellegrinaggi notevoli sono quelli a Notre-Dame du Sacré Coeur a Issoudun; a Notre-Dame de Miséricorde a Pellevoisin; a Notre-Dame des Miracles a Deols; a Notre-Dame des Enfants a Châteauneuf-sur-Cher.

BIRL.: L. Duchesne, Faites épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, 2ª ed., Parigi 1910, pp. 21-31; L.-H. Cottineau, Répertoire topobibliographique des abbayes et prierés, I, Mâcon 1939, coll. 461-64; A. Gandilhon, Catalogue des actes des archevêques de Bourges antérieurs à l'an 1200.

Bourges e Parigi 1927; id., s. V. in DHG, X, coll. 178-211; Guide de la France chrétienne et missionnaire 1948-49, Parigi 1948, pp. 331-32; 529-31; 1015-16. Enrico Josi

ARTE. - Della città romana restano le rovine dei templi di Minerva (38-41), di Marte, di Giove (fine del sec. I o principio del II), e resti degli acquedotti e delle mura (sec. IV) che sono divenute poi parte integrante di posteriori costruzioni. Scarse sono le tracce dell'epoca merovingia e carolingia.

Pochi sono i resti dell'amica Cattedrale, costruita da Gauzlin (1014-30). La cattedrale di S. Stefano è uno dei migliori esempi di architettura gotica: iniziata verso il 1194 fu consacrata nel 1324. È senza transetto ed è originale per la disposizione delle cinque navate a cui nella facciata fanno riscontro i portali scolpiti. La facciata, alla quale la vetrata, su disegni di Drouet de Dammartin, conferisce raffinatezza, è fiancheggiata da due torri, la « Sourde » (sec. XIV) e « du Beurre » (sec. XVI). La cattedrale di B. con quella di Chartres è la più ricca di vetrate: le migliori sono quelle di uno dei desembalatori (primo quarto del sec. XIII) e dell'abside, nelle quali è palese l'influenza italiana. Nella chiesa sotterranea, che fu costruita fra il 1180 ed il 1200 per compensare un dislivello, vi sono la statua

del duca Jean de Berry, di Jean de Cambrai, vetrate del sec. XV e dieci statue di arcivescovi di età carolingia.

La chiesa di St-Pierre-le-Guillard, pur essa senza transetto, risale al sec. XIII ed è stata rifatta nel sec. XVI. La chiesa di St-Bonnet, di cui non c'era che il coro del sec. XVI di Guillaume Pelvoysin, è stata compiuta (notevoli le vetrate di Jean Lécuyer e i quadri del Boucher).

Il palazzo di Jacques Coeur è uno dei capolavori del l'architettura civile gotica del sec. XV (1443-51): sono degni di nota i battenti scolpiti della porta ed il martello

in ferro battuto, le finte finestre da cui si affacciano le figure di pietra di Jacques Coeur e della moglie, gli affreschi e le sculture della cappella.

Anche se B. restò fondamentalmente gotica durante il periodo del Rinascimento e l'elemento religioso fu sempre presente anche negli edifici civili, risentono l'influenza italiana le decorazioni del gotico palazzo Cuyas, che fu costruito nel 1515 dal Pelvoysin e che ospita il museo du Berry, e di quello Lallemand, interessante modello di ricca abitazione borghese del Rinascimento (1518), più volte restaurato.

Nel sec. XIX sono sorti numerosi edifici di scarso interesse artistico, quali il Château d'Eau (1807), il teatro (1859), la scuola di Belle Arti (1883), mentre sono degne di rilievo alcune statue innalzate in luoghi pubblici quali quella di Luigi XI di J. Baffier, di Bourdalou e di Sigaud, opere di Dumontet. - Vedi Tav. CXIX.

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BOURGES - Facciata della Cattedrale, consacrata nel 1324.
BIRL.: A. Boinet, Les sculptures de la cathédrale de B., Parigi 1912; M. Monmarché, France-Centre et Sud, ivi 1920, p. 73 sgg.; G. Hardy - A. Gandilhon, B., ivi 1926; J. Hubert, L'art pré-roman, ivi 1938, pp. 39, 54, 146-47; P. Pradel, La cathédrale de B., ivi 1938. Fabia Borroni

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“BOURGES, ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 1145. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bourges-arcidiocesi-di.