BOURGET, PAUL. - Poeta, romanziere e critico francese di Amiens, n. il 2 sett. 1852, m. a Parigi il 25 dic. 1935. Membro, dal 1894, dell'Académie Française. Studioso dei più complessi problemi psicologici e sociologici del suo tempo, ai quali si applicò con integra e salda coscienza cattolica, il B. apparve il più generoso e valido campione che si opponesse così al naturalismo zoliano come al determinismo del Taine. Geniale continuatore del metodo analitico dello Stendhal nel campo della letteratura narrativa, diffuse il gusto di una indagine dell'«io» e dei rapporti che regolano la vita fra gli uomini, minuziosa, acutissima, alla quale fu rimproverata in qualche pagina un'astratta aridezza e una tensione eccessiva del sentimento. Il B. rimane, comunque, maestro del romanzo moderno, pur se alle preclare doti di critico e di convinto efficace moralista
non fanno riscontro in lui pregi altrettanto spiccati d'immaginazione e di potenza creatrice. La sua caratteristica e il suo merito principale consistono nello aver cercato di organizzare intorno ai caposaldi della morale cristiana le esigenze dell'anima contemporanea, mostrando con arte delicata, profonda e suadente l'inscindibilità degli interessi e dei fini di entrambe.
I suoi personaggi appartengono di preferenza alle classi della borghesia agiata e dell'aristocrazia, nelle quali il B. trovò - o gli parve - più diffuso, e poliedricamente rappresentato, il disagio spirituale, le cui cause erano oggetto delle sue appassionate ricerche.
Esordì nel campo della lirica, con le raccolte di versi pubblicate nella prima giovinezza, Au bord de la mer (1872), La vie inquiète (1875), Edel (1878), Les aveux (1882), nelle quali emerge più per squisite doti stilistiche che per genialità d'ispirazione individuale, risentendo gli esempi della generazione letteraria dominata dal Lamartine, dallo Stendhal, dal Baudelaire. In seguito, orientandosi decisamente verso quelli che dovevano rimanere per tutta la vita i suoi principali interessi intellettuali, pubblicò i pregevolissimi Essais de psychologie contemporaine (1883, ed. definitiva 1901), seguiti dalle Pages de critique et de doctrine (1912) e dalle Nouvelles pages de critique et de doctrine (1922). Veniva intanto divulgando le conclusioni spiritualistiche alle quali era pervenuto, in una copiosa e fortunata serie di romanzi, fra i quali notissimi Le disciple (1889), dalle cui lucide pagine è denunciato con vigore il pericolo che il positivismo filosofico presenta quando interviene nella formazione morale e logica dei giovani; Un divorce (1904), che affronta e sostiene con calda eloquenza il tema della indissolubilità del matrimonio; Le démon de midi (1914) e Le sens de la mort (1915), dove la necessità di una profonda restaurazione della coscienza morale e religiosa acquista nuova forza di persuasione dalla misura di un'arte sempre più vigile e consapevole delle sue alte finalità.
Ne L'étape (1903) il B., sostenitore della tradizione monarchica, segnalò i pericoli della democrazia; nel dramma La barricade (1910) mostrò in atto le teorie sociali di Georges Sorel.
Amico dell'Italia, alla quale offrì numerose testimonianze della sua ammirazione e del suo attaccamento spirituale, il B. è anche autore di un libro di osservazioni e di ricordi, Sensations d'Italie (1891), che va annoverato tra i suoi scritti migliori per schiettezza d'ispirazione e felicità d'indagini. Particolarmente notevoli le riflessioni morali e filosofiche ispirategii da un soggiorno, dell'anno precedente, nel monastero benedettino di Monte Oliveto. Va anche segnalato il volume intitolato Outre-mer, notes sur l'Amérique (1895).
La raccolta delle sue Oeuvres complètes è stata pubblicata a Parigi (1910 e agg.).