BRACCO, ROBERTO. - Drammaturgo e noveliere, n. a Napoli nel 1862, m. a Sorrento il 20 apr. 1943.
Entrato giovanissimo nel giornalismo, divenne critico teatrale e musicale tra i più acuti e ammirati della fine dell’Ottocento.
Combattè la sua battaglia, specie sul Corriere di Napoli, per Ibsen e per Wagner, prima che diventassero gli idoli del pubblico colto. Tentò contemporaneamente la novella dialogata, da cui breve fu il passo alla commedia ed al dramma. Realista in Una donna (1892), impressionista in Maschere (1893), si afferma nei due anni successivi con l’arguzia cristallina ed elegante de L’infedele e la drammatica passionalità de Il trionfo. Ogni anno segna, da allora, una tappa e un successo: da La fine dell’amore a Maternità e al Frutto acerbo, da Piccola fonte a Nellina e a Il piccolo santo (1911), il suo capolavoro. Potente nel contrasto drammatico, inconfondibile nella grazia delicata o maliziosa, sbalza le sue figure dal vivo, le crea di getto, con impeto prorompente. Sebbene il suo teatro sia caratteristicamente italiano, napoletano spesso, e qualche volta dialettale (Uccchie cunzacrate, 1916), tuttavia incontrò fortuna rapidissima nelle varie nazioni. Così, del resto, la sua produzione di novelliere, non autonoma dall’arte del drammaturgo: ché ognuna è in luce un’azione drammatica, spesso anche scenicamente vissuta o teatralmente riproducibile. Mancò al B. un sano orientamento morale, come si rileva dal realismo degli illeciti amori, sui quali spesso si sviluppa l’azione narrativa. Il B., insofferente come nella vita artistica così in quella politica di ogni giogo e costrizione, moriva durante la seconda guerra mondiale, amareggiato dalla triste realtà e dal profilarsi della catastrofe, povero com’era vissuto.
BRACCO, ROBERTO
BIBL.: Opere: Teatro di R. B., 11 voll., nuova ed., Palermo 1927; Novelle (I. Smorfie tristi; 2. Smorfie gaie; 3. La vita e la favola; 4. Ombre cinesi;