BRACCIOLINI, FRANCESCO

BRACCIOLINI, FRANCESCO. - Poeta, n. a Pistoia il 26 nov. 1566; studiò leggi per volere del pa

dre, ma presto si sentì attratto dalla poesia e diede tali prove della sua capacità da essere, appena ventenne, iscritto all'Accademia fiorentina, dimostrandosi poeta di vena feconda e di vivida fantasia.

Tra i componimenti poetici di questo periodo merita particolare menzione la favola pastorale L'Amoroso sdegno, alcuni saggi della quale, con aggiunta di altre rime, furono pubblicati a Milano nel 1597. Si trattenne a Firenze quattro anni e vi conobbe Maffeo Barberini, il futuro Urbano VIII. Nel 1590 si trasferì a Roma, quindi a Napoli e a Genova, ove entrò in dimestichezza con il Chiabrera e con il Grillo. Dal 1595 al 1602 fu a Milano al seguito del card. Federico Borromeo; poi tornò di nuovo a Roma e fu assunto, come segretario, da Maffeo Barberini che lo portò con sé in Francia. A Parigi pubblicò i primi quindici libri de La Croce riacquistata (ed. Ruelle 1605), poema eroico fra i più notevoli del Seicento, anche se troppo simile nella struttura e nello svolgimento alla Gerusalemme liberata. Lasciata la Francia, si ritirò a Pistoia e si applicò internamente alla poesia; terminò La Croce riacquistata (edita a Venezia nel 1611); scrisse numerose rime (notevoli i Sonetti in vita ed in morte della Lena Fornaria), quattro tragedie, poemi epici. Ma il suo nome è soprattutto legato allo Stellone degli dèi (Firenze 1618), poema faceto, da molti giudicato non inferiore alla Secchia rapita, che suscitò viva contesa nella critica contemporanea per stabilire se l'onore di aver introdotto nella letteratura italiana il «poema eroicomico» fosse da attribuire al B. o al Tassoni; gli studiosi moderni hanno risolto il problema in favore di quest'ultimo. Nel 1622, salito al soglio pontificio Maffeo Barberini, il B. lo raggiunse a Roma. Fu accolto con molti onori e condusse vita agiata, entrando anche ai servigi del card. Antonio Barberini in qualità di segretario; compose altri poemi e drammi e pubblicò in onore del Pontefice L'Elezione di Urbano Papa VIII.
Alla morte del suo benefattore, avvenuta nel 1644, tornò alla nativa Pistoia, e vi morì il 31 ag. 1645.

BIBL.: M. Barbi, Notizia della vita e delle opere di F. B. Firenze 1879; C. Cegani, F. B. e il suo poema, in Ateneo veneto, 2 (1883), pp. 129-64; A. Diavoli, Bibl. storica del poema piacevole: Lo scherno degli dèi di F. B. pistoiese, Reggio Emilia 1930; A. Belloni, Il Seicento, Milano 1943, pp. 193-98, 253-62, passim.

ITALO Borzi