BREME, ABBAZIA DI SAN PIETRO di. - Erutta nel 929 nell'omonima cittadina (Bremetum, Bremitum o Bremidum) della Lomellina (oggi diocesi di Vigevano) dal marchese Adalberto, padre del re Berengario II, per Novalesa (v.), distrutta dai Saraceni.
L'abbazia di B. salì presto a grande prestigio e potenza, tanto che nel sec. XII essa aveva chiese e possessi nelle diocesi di Pavia, Vercelli, Asti, Ventimiglia, Torino, Ginevra, Vienne, Embrun, Milano e Grenoble, come risulta dalla bolla di Eugenio III del 9 febbr. 1152. I ricchi possessi dell'abbazia furono presto presi di mira da alcune famiglie nobili, le quali poi con l'aggravante delle commende la portarono lentamente, specie tra il sec. XIV e il sec. XV, alla rovina materiale e morale, che divenne completa con i saccheggi e le violenze operati durante la lotta fra la Francia e la Spagna (inizio sec. XVI). Il 23 giugno 1543 l'abbazia di B. fu difatti unita al monastero olivetano di S. Bartolomeo in Strada di Pavia; qualche tempo dopo ricuperò la sua indipendenza, ma fu definitivamente soppressa nel 1785. Gli ultimi suoi monaci si rifugiarono nell'abbazia di S. Maria delle Grazie in Novara. Il suo ricco archivio subì la sorte delle fortunose vicende dell'abbazia; i pochi documenti che la riguardano, dispersi qua e là, sono stati da poco raccolti e pubblicati da L. C. Bollea. L'abbazia di B. entrò in possesso di tutti i diritti della Novalesa che ne divenne un suo priorato, dopo i lavori di restauro fattivi eseguire dall'abate bremetense Gezone (ca. 980-1002). Con l'inizio del sec. XIII detto priorato incominciò a lavorare per rendersi indipendente dall'abbazia di B.; tale tentativo fu poi politicamente favorito dai conti di Savoia, tanto che nel 1601 ebbe nuovamente il titolo di abbazia.
Nell'abbazia di B. ca. il 1050 fu composto il Chronicon Novaliciense, come ha dimostrato egregiamente il Bollea (pp. 98-102) contro l'ultimo suo editore C. Cipolla (Monumenta Novaliciensia vetustiora, II [Fonti per la Storia d'Italia, 32], Roma 1901).
L'abate bremetense, Pellegrino, compose tra il 955 e il 972 l'inno « Omnipotentis Dei et Genitoris » cantato in tutti i priorati dipendenti da B. nel giorno dell'Assunta (cf. Chronicon Nov., V, 6).