NOVALESA. - Abbazia benedettina eretta in onore dei ss. Pietro e Andrea dal franco Abbone nel 726 su di un incantevole poggio tra i torrenti Bar e Cenischia, sull'antica via del Moncenisio, a 8,5 km. da Susa.
Fu colmata di doni dai re carolingi specie da Carlomagno, amico dell'abate Frodoino, che dette vivo impulso alla abbazia. In quello stesso tempo il monaco Attempero compose un evangeliaio e l'abate S. Eldrado ottenne da Floro di Lione un testo riveduto dei Salmi. Con l'invasione saracena all'inizio del sec. X, i suoi monaci con l'abate Donnivarto si rifugiarono parte nel monastero dei SS. Andrea e Clemente a Torino e parte nella neocretta abbazia di Brem (v.). Pio VII unì la N. a Montecassino nel 1821; soppressa nel 1855, dal 1884 è sede di villeggiatura del Convitto nazionale di Torino.
La chiesa abbaziale fu rifatta da Amedeo II (1712); tra le cappelle esistenti nell'area del monastero è da ricordare quella di S. Eldrado, abate del monastero tra gli anni 825-27, affrescata nel sec. XIII; nell'abbide il Salvatore col libro, nel quale è scritto LXX; ai lati i ss. Michele, Gabriele, Nicola, ed Eldrado. Nella V. s. Nicola; nel centro l'Agnello divino con i quattro punti cardinali. Nella crocera episodi della vita di s. Eldrado; tra i reliqui del monastero notevole l'arca d'argento che contiene le sue reliquie (sec. XI).
Il monastero fu dedicato ai ss. Pietro e Andrea, ma la leggenda cercò di far derivare la denominazione Novalicium da nova lux, affermando che questa vi sarebbe stata portata nientemeno che da s. Pietro stesso, mentre forse vi furono portati dei «brandea» che erano stati deposti presso il sepolcro dell'Apostolo. Il codice superstite più notevole della Biblioteca è quello contenente il Martirologio di Adone in minuscola carolina; altri codici del monastero furono identificati da C. Cipolla in varie biblioteche (Ricerche sull'antica biblioteca del monastero della N., Torino 1894).