MOISSAC. - Abbazia benedettina dedicata a S. Pietro, situata alla confuenza del Tarn con la Garonna, fondata da la metà del sec. VII da S. Amando, apostolo dell'Aquitania. I successori s. Ansberto e Leotadio eseguirono costruzioni rovinate dai Saraceni nel 737; i restauri di Pipino e di Ludovico il Buono furono distrutti dai Normanni. Oggi è nel territorio della diocesi di Montauban.
La chiesa, ricostruita tra il X e l'XI sec., bruciò nel 1042. Passata alla Congregazione di Cluny sotto S. Odilone, l'abbazia rifiorì; primo abate cluniacense fu Durando (1048-72) che ricostruì la chiesa, sul tipo di quella di S. Marziale di Limoges, e la consacrò il 6 nov. 1063. L'abate Ansuqitil vi aggiunse edifici monastici (1085-1115); ca. il 1140 si elevò la grande torre quadrata e fu scolpito il timpano della facciata, in cui ricorre la scena della visione apocalittica, così frequente nelle miniature dell'epoca. La chiesa venne dedicata nel 1180. L'abate Americo de Peyrac (1377) iniziò restauri; l'abate Americo di Roquemaurel (1431-49) rifice la chiesa, finita dal successore Pietro di Carmaling (1449-83). Nel 1625 l'abbazia
fu secolarizzata e decadde. Nel 1767 l'abate de Gontaut-Biron demolì una parte degli edifici. L'Assemblea nazionale soppresse l'abbazia; chiesa e chiostro furono venduti. Il monastero era a nord-ovest della chiesa; il tutto fu recinto e fortificato fino al 1229; non restano oggi che la chiesa e il chiostro, questo rifatto durante la seconda metà del sec. XIII sotto l'abate Bertrando de Montaigu (1260-93), riutilizzando il materiale romanico. Nell'ambulacro occidentale sono bassorilievi con gli Apostoli indicati da epigrafi incise negli archetmi. Caratteristici sono i capitelli, nei quali sono scolpiti 66 episodi tratti dal Vecchio, dal Nuovo Testamento e da storie di santi.
Gli archivi dell'abbazia si conservano in quelli dipartimentali di Tarn-et-Garonne a Montauban. Del cartulario dell'abbazia (dall'anno 673 al 1626) una copia autentica è nella Biblioteca nazionale di Parigi, Collection Doat, nn. 127-31, dove pure si conserva manoscritta in copia del sec. XV la Chronique di Americ de Peyrac, ms. Lat. n. 4491.