BRIÇONNET, GUILLAUME

BRIÇONNET, Guillaume. - Noto sotto il nome di Cardinale di St-Malo, n. a Mours in data imprecisata e m. a Narbona il 14 dic. 1514. Fu intendente generale di finanza della Linguadoca sotto Luigi XI, il quale, morendo, lo raccomandò a suo figlio Carlo VIII, che lo nominò sopraintendente delle finanze e lo scelse come consigliere privato. Divenuto vedovo entrò nell'Ordine ecclesiastico ed ottenne poco dopo il vescovato di St-Malo. Si attribuisce alla sua influenza la decisione della guerra di Carlo VIII contro il regno di Napoli nel 1494. In quest'occasione il re volle per lui il cappello cardinalizio (genn. 1495). Sotto Luigi XII si prestò alle mene scismatiche di quel re contro Giulio II in occasione della Lega Santa del 1510, e fu fra i cardinali ribelli che tentarono di organizzare il concilio scismatico di Pisa nel 1511. Fu assolto da Leone X e finì arcivescovo di Narbona.

Biel.: G. Bretonneau, Histoire génalologique de la Maison de B., Parigi 1620; Gallia Christiana, VIII, Parigi 1744, coll. 12441245; M. Laconne, s. V. in DHG, X, coll. 677-79. Carmine Staraos

Figlio del precedente è l'omonimo B. Guillaume n. nel 1472 (?), m. il 24 genn. 1534. Pur senza accettare l'eresia e lo scisma, fu favorevole all'antiscolasticismo del suo tempo e amico dei preriformatori francesi: dal 1505, già vescovo di Lodève, è in rapporto con Lefèvre d'Etaples; dal 1516 è vescovo di Meaux: notevole la sua opera tesa ad ottenere che i curati risiedessero in sede. Cercò di opporsi alla penetrazione delle idee luterane, ma nonostante ciò il parlamento lo accusò di aver favorito l'eresia
ed egli dovette scolparsi. Non fu mai condannato pur dovendo lasciare il suo vescovato.

Biel.: M. Lecomte, s. V. in DHG, X, coll. 679-81, a cui va aggiunto: P. Imhart de la Tour, Les origines de la Réforme, III, L'énonpélisme, Parigí 1914, pp. 110 sgg., 130 sgg., e J. Vienot, Histoire de la Réforme française des origines à l'édit de Nantes, i vi 1926, pp. 45-47, 56-59, 63-73. Massimo Petrocchi