**BROKOV (Brokoff)**, - Scultori boemi. **Ferdinando Massimiliano** n. nel 1688 a Červený Hrádek, m. nel 1731 a Praga.
Le sue principali opere d'indole religiosa, che insieme esprimono il diffuso gusto paesistico-ornamentale proprio del suo tempo, sono i gruppi statuari, numerosi e ricchi, scolpiti tra il 1707 e il 1714 per il Ponte Carlo a Praga, e la statua di S. Filippo (1715) sulle nuove scale del castello di Praga. Nella capitale ceca si trovano, in chiese e piazze, altre sue sculture, come, p. es., il sepolcro del conte G. Venceslao da Mitrovice (1715-16), una *Santa Famiglia* (1718), una *Via Crucis* (1720), i modelli per le statue argentine di S. Ludmilla, e un *S. Giovanni Nepomuceno* (1727). Fuori Praga sono notevoli un *S. Venceslao* (1717) a Rozedalovice, *Mosè e Aron* (1722) a Breslavia, e ancora un *S. Giovanni Nepomuceno* (1725) a Horin.
**Giovanni, padre** del precedente, n. nel 1652 a Sipiská Sobota, m. il 28 dic. 1718 a Praga.
Con le sue opere, profuse nelle chiese di Praga, Ronsperk, Borek, Broumov, Skramnik, Police e Děčín, rappresenta efficacemente, insieme col figlio, con Matyáš Braun, BRANDL, PETR (v.) la migliore tendenza del barocco nelle terre cèche.
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**BROLLO, Basilio**, da *Gemona*. - Uno dei più illustri missionari francescani, e primo vicario apostolico dello Shensi. N. a Gemona nel Friuli il 25 marzo 1648, entrò nell'Ordine nel 1666 e, fatto sacerdote, fu predicatore e professore di filosofia e teologia. Nel 1680 partì per la Cina con mons. Bernardino Della Chiesa che lo nominò poi suo segretario e vicario generale e lo ebbe intelligente collaboratore nella visita delle missioni del Chekiang, Hukwang e Kwei-chow. Nel 1696 fu eletto vicario apostolico dello Shensi; peraltro le bolle non gli giunsero che nel 1700; riprese con zelo e con successo l'apostolato dei Gesuiti, suoi antecessori nella provincia, ridando vita a molte cristianità decadute dopo la morte del p. Stefano Lefèvre e la persecuzione del 1665, lavorando non solo fra il popolo ma pure negli ambienti colti, data la sua grande conoscenza della lingua. Morì in ancor buona età, il 16 luglio 1704. Annunciandone la morte, il card. Sacripanti, prefetto della Propaganda, lo disse «il più grande missionario di allora».
Si deve a lui il primo vocabolario cinese-latino redatto da un europeo (*Dictionarium sinico-latinum*), che però rimase manoscritto e, rimaneggiato, fu poi pubblicato in francese da J. De Guignes: *Dictionnaire Chinois-français et latin* (Parigi 1812), senza che si degnasse neppure di nominare il vero autore, il che suscitò proteste da parte dei sinologhi. Una seconda edizione la si deve ai Francescani (Hongkong 1833) e una terza ai Gesuiti (Hokienfu 1877). Altre opere linguistiche del B. rimangono manoscritte, oltre lavori minori d'indole catechistico-apologetica, sempre in cinese.
**Bibl.:** G. Tinti, *Vita e missioni nell'Indocina del p. B. da Gemona dei Frati Minori, vicario apostolico del Kensi* (1648-1724), Udine 1904; G. Ricci, *Hierarchia Franciscana in Sinis*, Vuchang 1924, pp. 52-55; Streit, *Bibl., V*, pp. 874-76; A. Yngaert, *Sinica Franciscana*, III, Quaracchi 1936, passim; id. s. V. in DHG, IX, coll. 834-35; J. Goyens, *Basile, ibid.*, VI, coll. 1135; C. Rachelli, *P. B. B. da Gemona*, in *Le Venesie Franc.,* 15 (1948), pp. 3-23.