BRONZINO, ANGELO (AGNOIO TORI)

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BRONZINO, Angelo (AgnoIo TORI). - Pittore e poeta, n. a Monticelli (Firenze) il 17 nov. 1503, m. il 23 nov. 1563. Giovanissimo lavorò alle dipendenze di Raffaellino del Garbo, ma ben presto collaborò con il Pontormo nella Certosa di Firenze (1522-25), e nella Cappella Capponi di S. Felicità (1524-26). Dopo un soggiorno a Pesaro (affreschi della villa detta l'Imperiale) ritornò a Firenze (1533) ove, sempre con il Pontormo, dipinse per i Medici nelle ville di Poggio a Cajano, di Careggi (1536), di Castello (1537-42) e nel Palazzo Medici in Via Larga (1539), affreschi andati quasi del tutto perduti; nel 1540 fu nominato dal duca Cosimo pittore di corte.
I ritratti ai quali tanta fama del B. è legata, furono dipinti prevalentemente dopo il 1540 ; i più notevoli, in cui meglio si caratterizza lo stile del pittore per il disegno netto, il tono fermo e l'astratto geometria della composizione, sono quelli di Eleonora di Toledo col figlio, del piccolo Garcia, di Maria de' Medici e di Cosimo Primo agli Uffizi; il Ritratto di un giovane, nella collez. Agnew a Nuova York; di Stefano Colonne, nella galleria Naz. di Roma. Anterioti a questa serie (1534-40), sono quelli di Ugo Martelli a Berlino (Kaiser-Friedrich-Museum), di Bartolomeo e Lucrezio Panciatichi (Firenze, Uffizi). Chiamato a decorare la cappella di Eleonora di Toledo (1545-54) in Palazzo Vecchio, vi dipinse la stupenda Deposizione, ora a Besançon, e alcune storie bibliche (Passaggio del Mar Rosso, la Scaturigine dell'acqua, e la Pioggia della minna), nelle quali alcuni manierismi raffaelleschi e michelangioleschi sono proficuamente assimilati dal pittore; il quale conferisce a queste composizioni spunti di moto e di composizione complessa, spunti che si sviluppano nelle calde opere di carattere profano, quali le allegorie di Londra, di Roma, di Budapest. Probabili influssi fiamminghi contribuirono a questo graduale allontanarsi dai rilievi netti e dalle forme scultoree; la qualità pittorica delle ultime opere di soggetto sacro sono inferiori a quelle dei ritratti,

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Bronzino, Angelo - Ritratto di Lucrezia Panciatichi. Firenze, galleria degli Uffizi.

poiché in esse la spontaneità vien meno (Deposizione del museo di S. Marco, Sacrificio di Abramo, il Limbo, la Pietà degli Uffizi; Noli me tangere del Louvre), o rivelano una troppo esteriore influenza di Michelangelo (Resurrezione nella chiesa della S.ma Annunziata, in Firenze; Presepe nella chiesa di S. Stefano in Pisa), o addirittura, pur con l'abituale politezza, rasentano l'artificio (Martirio del Santo nella chiesa di S. Lorenzo in Firenze).

Bibl.: V. MARIANO,, Due disegni del B. al Louvre, in L'Arte, 29 (1926), pp. 58-60; A. Mc Comb, A. B., Cambridge 1928; P. Weschler, Zwei B.s Porträts, in Pantheon, 1 (1930), p. 5; W. R. Valentiner, Eleonora da Toledo by B., in Bull. of the Detroit Institute of Arts, 22 (1942-43), pp. 1-3; C. Caversazzi, Un presunto ritratto di Torquato Tasso giovinetto, in Bergonum, 1 (1946), p. 47; L. Becherucci, Manieristi toscani, Bergamo 1944, pp. 42-51 (con bibl.).