BRUNO di SEGNI, santo. - Originario d'Asti, a quanto pare, e di nobile casato, n. tra il 1044 e il 1048, m. a Segni il 18 luglio 1123. Studente a Bologna, poi iscritto al clero romano, fu nominato da Gregorio VII vescovo di Segni, nel Lazio. Partecipa con Urbano II, nel 1096, al Concilio di Clermont; nel 1106 è legato della S. Sede in Francia e nel 1110 in Sicilia. Dal 1105, nel fervore mistico che anima il pontificato di Pasquale II, abbandona la sede vescovile per ritirarsi monaco a Montecassino: del grande monastero è eletto abate, nel 1108. Ma l'urto che di lì a pochi anni sopravvenne con il Pontefice, per la rinunzia di questi a Sutri (Concordatum Sutrinum) e per l'atteggiamento di passiva umiltà di fronte al prepotere d'Enrico V, lo costringe a lasciare l'alta carica. Egli allora si ritirò a Segni e vi rimase fino alla morte. Lucio III lo canonizzò nel 1181. Festa il 18 luglio.
Difensore tenace della Chiesa nella lotta delle Investiture, consigliere tra i più vicini a Ildebrando, attacca con aspra veemenza simoniaci ed eretici; ma sa dal vigore polemico del De Simoniacis passare all'attenta, detta e meditata esegesi biblica (Expositio in Gen., Ex., Lev., Num., Deut.; in Iob, in Ps.; Expositio de muliere forte; Commentaria in IV Evangelia; in Apoc.) e ai significati mistici della liturgia (De ornamentis Ecclesiae; De Sacrificio azymi; De Sacramentis Ecclesiae, Mysteriis atque ecclesiasticis ritibus).