BRUNO DI QUERFURT, SANTO

BRUNO di QUERFURT, santo. - N. nel 974, m. il 9 marzo 1009. Di nobile casato, fu l'ultimo degli apostoli sassoni germanici in Germania e nei paesi BONIFACIO, SANTO (v.). Entrato alla corte di Ottone III quale cappellano, seguì il suo signore a Roma, dove, sul principio dell'anno seguente, si fece monaco nel monastero dei SS. Alessio e Bonifacio sull'Aventino, donde passò fra gli Eremiti di s. Romualdo presso Ravenna. Da papa Silvestro II ebbe il permesso di accettare la missione presso gli Slavi, chiesta da Bolesla I re di Polonia e nel 1004 a Magdeburgo fu consacrato arcivescovo e apostolo degli Slavi per riprendere l'opera di Adalberto, che aveva subito il martirio nel 997. Venutosi a trovare in disagio per la contrastante volontà della corte tedesca di annettere il territorio da evangelizzare alla Chiesa germanica, e quella di Boleslao di creare una Chiesa polacca, dovette rinunciare a svolgere la sua azione in Polonia. Dopo esser rimasto fra il 1004 e il 1007 in Ungheria alla corte del re s. Stefano, si accordò con lo zar di Kiev, Vladimiro, per potersi recare a convertire i Pecenegghi dell'Ucraina. Mentre riprendeva i disegni d'evangelizzazione in Polonia, al confine tra Prussia e Russia, veniva martirizzato con diciotto compagni.
Di B. ci sono pervenute due scritture agiografiche: una vita di s. Adalberto ed una dei Quinquefraturi Poloniae, cioè di cinque Camaldolesi uccisi nel 1003 (v. LAMI, BENEDETTO, GIOVANNI, ecc), pubblicate da R. Kade, in MGH, Scriptores, XV, pp. 716-385.
Il Martir. Romano lo ricorda sotto il nome di Bonifacio il 19 giugno, sotto quello di B. il 15 ott.; Tietmaro vescovo di Merseburg (Chronicon, VI, 58, 95, ed. R. Holtzmann, in MGH, Scriptores, nuova serie, IX, pp. 386, 389), suo compagno, ci fa sapere che il 15 ott. ricorreva l'anniversario della deposizione del padre di B., chiamato con lo stesso nome.

BIBL.: H. Zeissberg, in Sitzungsber. d. Akad. d. Wiss. zu Wien, 57 (1867), p. 346 sgg.; A. Hauck, Kirchengesch. Deutschland, III, Lipsia 1806, passim (v. indice); W. Franke, Romuald V. Camaldoli, Berlino 1913, pp. 15-17; Mantius, II, pp. 231-236; Martyr. Romanum, pp. 246, 455.
Pie. Fausto Palumbo