BUCAREST, ARCIVESCOVATO LATINO di. - In romeno Bucuresti, capitale della Romania (999.658 ab. nel censimento del 1941). Fu capitale del principato di Valacchia nel 1642, dopo Curtea de Arges et Târgoviste. La città, che può risalire al 1400, deve il suo nome secondo la leggenda a un pastore di cui la più vecchia chiesa - Biserica lui Bucur - porterebbe il nome.
Quando il principe Giovanni Cuza I, eletto contemporaneamente ai troni di Moldavia e di Valacchia, la scelse come residenza ufficiale per sé e per il suo governo (1859), la città divenne la capitale dei principati uniti e, successivamente, del regno di Romania. Durante il lungo regno di Carlo I di Hohenzollern (1866-1914), si adattò sempre più al nuovo compito cui era stata chiamata tanto da diventare il centro politico e culturale di tutti i Romei, e in questa città si maturò la preparazione politica e spirituale della Romania moderna. B. che, quale capitale dello Stato, era diventata sede del patriarca della Chiesa nazionale romena dissidente, fu, dal pontefice Leone XIII, con breve del 27 apr. 1883, eretta a sede residenziale della diocesi cattolica di rito latino, immediatamente soggetta alla S. Sede.
Questa diocesi latina raccoglieva l'eredità di una antica organizzazione per i cattolici residenti nei principati romeni. Dal 1610 al 1715 gli arcivescovi e i vescovi latini di Sardica (Sofia) erano amministratori apostolici delle Due Valacchie (Oltenia-Muntenia) e di Moldavia. In quel periodo venne edificata (1624-32) dal conventuale italiano Pietro Paolo Bruni la più antica parrocchia latina di B., S. Maria delle Grazie, detta la Barattizia. Dal 1728 al 1792 la stessa cura toccò ai vescovi di Nicopoli (Bulgaria), vescovato latino fondato nel 1648. Poi fino al 1863 gli stessi vescovi risiedettero a B. A questo periodo risale la parrocchia bulgara di Cioppea a 5 km. da B.
L'ultimo vescovo di quel periodo, il passionista italiano mons. Ignazio Paoli (1870-85), divenne anche il primo presule del periodo attuale nel 1883, ossia arcivescovo latino di B., allora senza suffragane. Poté così portare a termine la costruzione del duomo di S. Giuseppe, da lui stesso iniziata nel 1873. Dei successori, il più importante è stato il benedettino mons. Raimondo Netzhammer (1905-25), morto nel 1945, e ritiratosi dopo la prima guerra mondiale, illustre per la sua attività scientifica e letteraria. Durante il regime dell'attuale arcivescovo, mons. Alessandro Cisar, cittadino romeno, sono stati edificati la nuova residenza e il seminario. Il 5 giugno 1930 sono state fatte suffragane di B. le diocesi di Iasi, di Alba Iulia, di Oradea-Mare e di Timisoara o Temesvar. Fino al 1940 i fedeli di queste diocesi e specialmente quelli della arcidiocesi erano in prevalenza degli stranieri, fra essi anche Italiani, i quali hanno costruito la chiesa del S. mo Redentore. Esistevano a B. collegi di istruzione media dei Fratelli delle scuole cristiane, delle «Dame inglesi», delle Assunzioni, nelle ecc. Le Suore della Carità tengono un ospedale. La situazione si è profondamente modificata in seguito alla persecuzione scatenata nel 1948 (v. ROMANIA).
BUCAREST, ARCIVESCOVATO LATINO DI
BIBL.: D. Papazoglu, Istoria fundarii orasului Bucuresti, Bucarest 1891; N. Iorga, Guide historique de la Roumanie, ivi 1918. Mariano Baffi-Federico Tailliez