CAHORS, diocesi di. - In Francia, capoluogo del dipartimento di Lot, sulla penisoletta, formata dal fiume Lot. E suffraganea di Albi. Superfice: kmq. 5213; ha una popolazione di 162.572 ab. dei quali 160.000 cattolici, con 480 parrocchie, 152 sacerdoti diocesani e 74 regolari; due seminari; è divisa nella tre arcipreture di C., Figeac e Gourdon; patrono della diocesi il protomartire s. Stefano.
Quale "civitas Cadurcorum" fece parte nell'età romana della provincia Aquitania prima. Le origini della diocesi di C. risalgono al sec. III. Nel 1317 Giovanni XXII le tolse il territorio di Montauban, erigendolo a diocesi. C. fu suffraganea di Bourges, fino al 1678 , in cui passò ad Albi; divenne diocesi dipartimentale nel 1790 posta sotto Tolosa, ma nel 1822 si ricostituì la provincia di Albi e C. tornò ad esserne suffraganea.
La Cattedrale, dedicata a s. Stefano nel sec. xir, è composta di un'unica navata a due grandi campate e cupole impostate su robusti pilastri. Rimangono ancora in esse sculture del 1130 ca., ma una parte del coro fu rifatta nel 1285 . Le cupole, alte m. 32 e d'un diametro di m. 18, secondo il Rey, sono d'ispirazione locale, le prime costruite in Francia; esse anzi servirono di modello alle altre nella stessa regione (Angoulême, Moissac, Souillac). L'altare maggiore venne consacrato, il 27 luglio 1119 , dal papa Callisto II, al ritorno dal Concilio di Tolosa. Nel 1324 fu terminata all'interno la decorazione delle pareti, in seguito ricoperte d'intonaco. Nel 1872 si rimisero in luce nella prima cupola e nel coro i ritratti dei ss. vescovi di C. Genulfo e Urcisio. Vi si conserva il corpo del ven. Alano di Solminihac, riformatore dell'abbazia di Chancelade (nel Périgord) e della diocesi di C.; è iniziata la causa della sua beatificazione. La facciata centrale era ornata del portale oggi collocato nella facciata nord; nel timpano è scolpita la maestosa scena dell'Ascensione.
Altre chiese notevoli sono: S. Urcisio vescovo, eretta all'inizio del sec. xir; è un caratteristico esempio del periodo di transizione tra il romanico e il gotico, presenta massicci pilastri quadrilateri fiancheggiati da un fascio di quattro colonne. NotreDame, detta du Pont Vieux, perché situata presso l'antico ponte romano; la parte centrale fu rifatta e ingrandita nel 1466. S. Bartolomeo, già S. Stefano, restaurata o ricostruita da Giovanni XXII che vi era stato battezzato; è ad un'unica navata divisa in quattro campate con campanile rettangolare. S. Orsola tra i secc. xir-xiir, con capitelli romanici.
Il palazzo di Giovanni XXII è ora adibito a museo; contiene tra gli altri capitelli del sec. xir
provenienti dall'abbazia di Marcillac (Lot). L'episcopio costruito dal vescovo Guglielmo Le Jay alla fine del sec. XVI è oggi sede della prefettura.
La diocesi fu ricca di abbazie nel medioevo: la Moissac (v.); si ricordano pure quelle di Figeac, Aurillac, Marcillac, Souillac, Notre-Dame de Rocamadour, La Nouvelle de Gordon, ecc.
Fra i santuari più insigni si ricorda il santuario della Madonna a Rocamadour, uno dei più venerati in Francia fin dal sec. X. C. fu la patria di Giacomo Duèsse poi papa Giovanni XXII (1316-34); a Puèch, diocesi di C., nacque il b. PERREYRE, HENRI (v.).
Enrico Josi