CANUTO IV, IL SANTO, MARTIRE, RE DI DANIMARCA

CANUTO IV, il Santo, martire, re di DANIMARCA. N. ca. il 1040. Alla morte del re Sven Estridson, suo padre, nel 1076, tentò di ottenere la corona, ma dovette attendere la morte del fratello, Harold, che l'aveva usurpata, per regnare a sua volta (1080). Si dimostrò sovrano energico e capace nella difesa e nell'accrescimento dei suoi domini. Favorì con singolare zelo l'opera della Chiesa e il sorgere delle istituzioni cristiane, concependo il suo potere come la spada della giustizia divina. Ma la sua politica d'autorità e filo-ecclesiastica provocò grave scontento; e di ritorno dalla spedizione del 1085 contro l'Inghilterra intrapresa contro i Normanni e fallìa per il tradimento del fratello Olaf, trovò il suo popolo in ribellione, per la durezza degli esattori di decime; e della ribellione cadute vittima, a Odense, nella chiesa di S. Albano, insieme con il fratello e con altri il 10 luglio 1086.
Avendone Pasquale II autorizzato l'elevazione del corpo, avvenuta nel 1101, il suo culto si estese nel Nord e fu considerato come patrono della Danimarca. Nel medioevo la sua festa si celebrava il 10 luglio, giorno anniversario della sua morte. La data odierna della sua festa al 1099, si nel Messale romano, ove fu introdotta nel 1670 da Clemente X, a richiesta della colonia danese di Roma, come nel Martirologio romano è dovuta a una confusione di C. con il martire omonimo, Canuto Laward, duca di Schleswig.

Bibl.: Acta SS. Iulii, III, Parigi 1867, pp. 118-49; J. S. Jacobsen, Knud den Hellige efter Aelands Fremstilling, Copenhagen 1874; M. G. Gertz, Knud den Helliges Martyrhistorie, ivi 1907; id., Vitae sanctorum danorum, ivi 1908-10, pp. 27-68, 331-58; B. Schmeidler, Eine neue passio s. Kanuti regis et martyris, in Neues Archiv, 37 (1912), pp. 67-97; H. Quentin, La correction du martyrol. rom., in Anal. bolland., 42 (1924), pp. 399-400; A. Otto, s. V. in DHG, XI (1949), 814-15; Martyr. Romanum, p. 10. Pier Fausto Palumbo