CAPANNA, PUCCIO. - Pittore; lavorava nel 1347 a Firenze dove teneva bottega. Il Vasari lo ricorda quale allievo e aiuto di Giotto in Assisi (forse tra il 1320 ed il 1330) considerandolo uno dei migliori maestri del tempo.
Gli sono attribuiti gli affreschi nella volta della cappella Covoni in Badia e il Noli me tangere (cappella Strozzi) a S. Miniato, visibile ripetizione di quello giottesco della cappella dell'Arena di Padova e la collaborazione al Cirocifisso giottesco sulla porta interna di S. Maria Novella; ad Assisi alcuni affreschi in S. Chiara e in S. Francesco, decorazione della volta e le dodici Scene della vita di Francesco nella chiesa omonima di Pistoia (1343); in
CAPANNA PUCCIO - CAPELLETTI BENEDETTO
esse il C. tiene presente il ciclo assistite, dando prova, con qualche ricordo d'arte senese, d'una nuova sensibilità al valore delle luci e delle ombre.
I. Primitivi
I Senesi e i Giotteschi, II, Novara 1946, pp. XXXIII e XXXIX.CAPANNE, FESTA delle: V. TABERNACOLO, FESTA dei.
CAPECE, ANTONIO. - Missionario e martire, n. a Napoli l'11 ag. 1606, m. in Giappone il 25 marzo 1643. Fattosi gesuita il 30 luglio 1624, ottenne nel 1634 di essere inviato in Giappone insieme con il p. Marcello Mastrilli. Sbarcato a Goa nel dic. 1637 e (dopo un soggiorno a Manila) a Macao nell'apr. 1638, vi lesse poco tempo teologia. Finalmente, dopo tre anni di missione nel Cambogia (1638-41), poté approdare nel Giappone (1642) con i pp. Antonio Rubino, Alberto Mencinski, Diego di Morales, Francesco Marques e tre cristiani. Scoperti e arrestati il giorno seguente, soffrirono più di cento volte, in sette mesi, il tormento dell'acqua e furono poi condannati al supplizio della fossa. Sopravvivendo ancora in essa dopo nove giorni, il C. fu decapitato.
CAPECELATRO, ALFONSO. - Cardinale, scrittore, n. a Marsiglia il 5 febbr. 1824; il padre Francesco, duca di Castel Pagano, si era colà rifugiato per evitare le rappresaglie di Ferdinando I, ridisceso in Napoli con l'aiuto delle armi austriache. Nel 1830 la famiglia C., tornata in Italia, si stabilì in una villa a S. Paolo Belsito (Nola). A sedici anni il C. entrò nella Congregazione dei Filippini di Napoli. Sui vent'anni, in una visita a Montecassino, si legò in amicizia con il monaco don Luigi Tosti. Ordinato sacerdote nel 1840, ai Gerolamini presso la Chiesa di S. Filippo in Napoli spiegò la sua operosità di studioso e di religioso: più volte presso di lui furono a convegno Alfonso Casanova, p. Lodovico da Casoria, Enrico Cenni, p. Gaetano Bernardi, Federico Persico. Quale riconoscimento dei suoi meriti storico-letterari, Leone XIII nel 1879 lo volle prima vice-bibliotecario e subito dopo arcivescovo di Capua (1889); lo creò poi cardinale nel 1885 e nel 1893 bibliotecario e prefetto della Vaticana. Morì a Capua il 14 nov. 1912.