CAPECELATRO, GIUSEPPE. - Arcivescovo di Taranto, n. a Napoli il 23 sett. 1744, ivi m. il 2 nov. 1836. Di nobile famiglia ducale, a ventidue anni, dopo un lungo viaggio d'istruzione attraverso l'Italia, fu ordinato sacerdote e divenne cappellano del Tesoro di S. Gennaro, quindi avvocato concistoriale per il Regno di Napoli e poi arcivescovo di Taranto. Fu una delle più notevoli figure di quel giansenismo napoletano, che, come altrove in Italia, confluiva nel regalismo e nell'illuminismo.
Sono, infatti, all'Indice due opere di lui: Discorso storico-politico dell'origine, del progresso e della decadenza del potere dei chierici sulle Signorie temporali, Filadelfia (Napoli) s. d. (dec. 29 genn. 1789), e Riflessioni sul discorso... dialogo del sig. Censorini, italiano col sig. Ramour, francese, Filadelfia (Napoli) s. d. (1789, dec. 20 febbr. 1794) perché contenenti asserzioni false, sediziosi, eretiche, ingiuriose alla libertà e immunità ecclesiastica, distruttive del primato del Papa, con tendenza manifesta allo scisma e alla ribellione (H. Reusch, Der Index der verbot. Büchern, II, Bonn 1885, p. 931). Nel campo politico si adattò alle diverse forme di governo, monarchico e repubblicano, italiano e francese che si succedettero, senza lasciare un'impronta particolare. Prima di morire ritrattò i suoi errori.
CAPECELATRO, GIUSEPPE
BIBL.: A. Sgura, Relazione della condotta dell'Arcivescovo di Taranto, Taranto 1826; N. Candia, Elogio storico dell'Arcivescovo G. C., Napoli 1837; E. Michel, s. V. Dis. del Risorg. Naz., II, p. 531; B. Croce, Uomini e cose della vecchia Italia, II, Bari 1927, pp. 158-81; G. Auletta, Un giansenista napoletano del Settecento: mons. G. C., arcivescovo di Taranto, Napoli 1940.