CAPRI. - Isola nel golfo di Napoli, di kmq. 10, 36 di superficie, detta Capreae da Virgilio (Aen., VII, 735), Ovidio (Met., XV, 709), Plinio (Nat.hist., III, 6, 822). La cittadina antica era prossima alla Marina Grande più dell'attuale. Al tempo del papa Gregorio I (590-604) dipendeva dal vescovo di Sorrento. Circa
di quel tempo è l'unica iscrizione cristiana, finora nota, di un Geladinus sector (CIL, X, 1, 6810).
Primo vescovo certo è Giovanni, consacrato nell'anno 987 da Leone arcivescovo di Amalfi per ordine del papa Giovanni XV, immune tamen a iure cathedralice (Ughelli, VII, p. 353).
Restò sotto l'arcivescovo di Amalfi fino al 1818 , anno in cui la diocesi fu unita a Sorrento.
La chiesa più antica di C. è quella di S. Costanza, (sec. xi), a pianta centrale; la Cattedrale, fu dedicata a s. Stefano, fu riedificata nel 1683 , ora è collegiata. E conosciuto fin dall'anno 591 il monastero di S. Stefano, di cui allora era abate Savino: si ricorda ancora al tempo di Gregorio II (719-29). La certosa di S. Giacomo è stata eretta, tra il 1371-74, dal conte Giacomo Arcucci, segretario di Giovanna I d'Angiò; soppressa nel 1808 , fu riaporta, il 23 sett. 1936, per farne un centro di vita religiosa e culturale, dai Canonici regolari lateranensi.
CAPRI
Bibl.: P. Fr. Kehr, Italia Pontifcia, VIII, Berlino 1935, pp. 399-400; Cottineau, I, 1939, coll. 596-97. Enrico Josi