CARACCIOLO, GIAMBATTISTA. - Letterato, matematico e storiografo teatino, dei duchi di S. Vito, n. a Napoli il 29 dic. 1695, m. a Aversa nel 1765. Professò il 1° genn. 1712 nel convento dei SS. Apostoli di Napoli, e quivi, compiuti gli studi, insegnò

filosofia. Nel 1723 passò a Firenze professore di teologia e dal 1730 vi tenne la cattedra di filosofia e poi quella di algebra all'Università di Pisa. Nel 1750 fu eletto procuratore e nel 1759 preposito generale del suo Ordine. Clemente XIII dopo averlo nominato consultore dei Riti lo creava, il 16 febbr. 1761, vescovo di Aversa.
Opere principali: Le due Ifigenie d'Euripide in Aulide e in Tauri tradotte in verso toscano sciolto... (Firenze 1729); Divi Cajetani Thienei... vita (composta nel 1731 per gli Acta dei Bollandisti, questi preferirono la Vita scritta da Antonio Caracciolo [v.]; l'autore però la pubblicò da sé, Pisa 1738); De lineis curvis liber (ivi 1740); Problemata varia mathematica... (Firenze 1755); Gnomonice (Pisa 1756); Geometria Algebra universa... (Roma 1759).