l'attività del C., si possono (molto approssimativamente, e senza alcuna pretesa di rigore) stabilire tre epoche: la giovanile, che va dalle sue prime opere a ca. il 1595, in cui il colorito è generalmente intenso e vivace, il gusto lineare, ondulato e sinuoso, la plasticità ancora morbida; il periodo della maturità che va sino alla fuga da Roma, 1607, in cui egli sviluppa potentemente i problemi di luce e di movimento, dapprima in un gioco intricato di elementi spesso piacevoli, poi vieppiò semplificando il proprio stile verso una resa plastica essenziale; semplificazione che appare talvolta persino sommaria nel suo ultimo breve periodo, in cui il colore s'intorbida, nerastro, e la fattura è spesso affrettata; ma dove tuttavia si levano alte le intuizioni di un genio pittorico tra i massimi dell'umanità. Il C. medesimo enunciò il suo programma, come riferisce il Bellori, disdegnando lo studio dei modelli statuari dell'antichità, e sostenendo che la natura l'aveva provveduto a sufficienza di modelli viventi. E il Mancini precisa, nel 1620, che è proprio della scuola del C. di lumeggiare con lume unito che scenda dall'alto senza riflessi, come in una stanza con le pareti colorite di nero, le quali vengano e dar rilievo alla pittura, aggiungendo che questa scuola, in tal modo operando, è molto osservante del vero. V'è dunque nel C. una esplicita volontà rivoluzionaria, che rinnega i presunti intangibili dogmi della tradizione classicheggiante, o umanistica, del Cinquecento. Perciò l'ascendente del C. fu immenso, e senza di lui è difficilmente immaginabile gran parte della pittura dei secoli seguenti. - Vedi Tav. XLVII.
CARAVAGGIO, SANTUARIO DELLA MADONNA DI..
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“CARAVAGGIO, SANTUARIO DELLA MADONNA DI...” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 460. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/caravaggio-santuario-della-madonna-di.