CARCASSONA, DIOCESI DI

CARCASSONA, Diocesi di. - Nel dipartimento dell'Aude, in Francia. E ricordata da Plinio con il nome di Carcaso Volcarum Tectosagum, divenne poi la Colonia Iulia Carcaso; si trovava sulla strada tra Narbona e Tolosa. Fu occupata successivamente dai Visigoti nella seconda metà del sec. v, dai Saraceni nel 725 e dai Franchi nel 739 . Funestata dall'eresia albigese, C. venne occupata il 15 ag. 1209; passo sotto il dominio reale nel 1223; tentò di ribellarsi inutilmente nel 1240; vennero allora rasi al suolo i suoi sobborghi e più tardi se ne costruì un altro sulla riva sinistra dell'Aude che dette origine alla nuova C.

Il primo vescovo noto di C. è Sergio il quale partecipò al Concilio di Toledo del 589 . Nel periodo carolingio fiorirono le abbazie benedettine di S. Iario (oggi ne resta la chiesa divenuta parrocchia), S. Giovanni de Mallast (Montolieu) e di Lagrasse, le cui proprietà si estendevano fino in Catalogna. S. Domenico fonda il monastero di Prouille, distrutto dalla rivoluzione. Due vescovi partecipano alla Crociata: Guy de Vaux-Cernay (1211-23) e Clarin (1226-48). Il 15 maggio 1791 C. divenne diocesi dipartimentale. Il Concordato del 1801 estese la sua giurisdizione anche ai Pirenei orientali, fino al 1817 in cui si ristabilì la diocesi di Perpignano.

L'antica cattedrale di C. fu dedicata ai martiri Nazario e Celso; viene ricordata fin dall'anno 925. La Cattedrale romanica fu iniziata alla fine del sec. xir; Urbano II ne benedisse i materiali nel 1096; il transetto è opera del vescovo Razoula (1255-66) che vi è sepolto in un artistico monumento gotico; fu terminata l'opera dal vescovo Pietro di Roquefort (1300-22). Leone XIII conferì alla chiesa il titolo di basilica minore, ma dopo il Concordato del 1801 la Cattedrale era stata trasportata nella città nuova nella chiesa di S. Michele; nota dalla fine del sec. x, ma distrutta, come si è detto, nel 1240,

fu ricostruita alla fine del sec. XIII; è ad una sola nave senza transetto.
La bolla di Pio VII del 29 nov. 1818 assegnò alla diocesi di C. gran parte delle soppresse diocesi di Narbona; di St-Papoul (S. Papulus), antico monastero nella diocesi di Tolosa, poi di Pamiers (1295), eretto in diocesi di Giovanni XXII nel 1318, come Alet (Electum) antico monastero nella diocesi di Narbona; più una parte della diocesi di Mirepoix.
Attualmente la diocesi si estende per 6432 kmq. ed è divisa in 4 arciprete (C., Narbona, Limoux, Castellaudary) e 32 decanati con 419 parrocchie, 303 sacerdoti diocesani e 19 regolari; ha un seminario diocesano fondato dal 1672; un piccolo seminario a Castellaudary dal 1913 e due collegi liberi ecclesiastici. Conta 268.889 ab. quasi tutti cattolici.
La diocesi di C. pubblica La semaine catholique dal 1868; e di recente la rivista diocesana Appel. La «Société des arts et des sciences de C.» pubblica i suoi Mémoires fin dal 1849. - Vedi Tav. XLVIII.

Bibl.: L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, I, 2a ed., Parigi 1907, p. 70; J. Poux, La cité de Carcassonne, 5 voll., Tolosa 1922-38; Cottineau, I, coll. 600, 1534-35, 1668; E. Griffé, s. V. in DHG, XI, coll. 1003-12; Guide de la France chrétienne et missionnaire, 1948-49, pp. 334, 540-42, 1018-19; E. Jarry, s. V. in Catholiciens, II (1949), coll. 529-32. Enrico Josi.