CÀRCANO, Michele. - N. a Milano nel 1427, m. a Lodi il 20 marzo 1484. Ancora fanciullo, fu assiduo uditore con il padre Donato (consigliere ducale) di s. Bernardino da Siena, quando predicava a Milano. Attratto dal Santo, già percorsi il trivio e quadrivio, nel fiore degli anni entrò tra i Frati minori nel convento di S. Croce di Como, dove in breve si distinse per virtù e cultura teologica. Predicatore a 24 anni, percorse l'Italia e la Palestina (1440-84), evangelizzando con l'officacia della sua straordinaria eloquenza. Milano, Mantova, Brescia, Bergamo, Padova, Venezia, Piacenza, Bologna, Siena, Firenze, Trento, Roma ed altre città lo ammirarono come un redivivo s. Paolo, a testimonianza, con altri, del b. Bernardino da Feltre. Non bastavano le più vaste cattedrali a contenere l'immensa folla, che accorreva ad ascoltarlo, onde fu costretto sovente a predicare sulle pubbliche piazze. Aveva il dono di Dio di persuadere e commuovere gli uditori fino al pianto. Cosi fece rifiorire dappertutto la vita cristiana e civile, e indusse
la città di Perugia nel 1462 ad erigere il primo Monte di Pietà con il pegno a tenue interesse; esempio seguito più tardi, per opera dello stesso, da Bologna e da Padova. A Milano, a Como ed a Piacenza persuase quei cittadini a concentrare in uno solo i molteplici ospedali, non bastanti più alla moltitudine dei sofferenti. Venezia e Crema eressero ospedali a persuasione di lui. Creato nunzio della Crociata da Pio II e da Sisto IV, predicò nel Ducato milanese e in quello di Venezia.
Provinciale dell'Osservanza milanese, portò la rinascita nei chiostri minoritici, nei monasteri delle Clarisse e nel Terz'ordine; in Milano patrocinò l'erezione del «Pio consorzio della carità».
La sua franchezza apostolica gli costò due volte l'esilio da Milano (1472-75), e richiamato continuò anche nella corte ducale nella sua azione restauratrice, e fu di conforto alla spodestata duchessa Bona di Savoia, come era già stato direttore di spirito della duchessa Bianca Maria Visconti.
Morì mentre predicava a Lodi; venerato come beato, al suo sepolcro si ottennero grazie e miracoli. Il suo nome si trova nel Martyrologium franciscanum (Roma 1938, p. 140) al 20 marzo. Della sua mirabile attività rendono testimonianza gli scrittori del suo tempo e gli atti contemporanei dei Comuni e degli Stati d'Italia. E in corso la causa per la conferma del culto.
Paolo Maria Sevesi