CARLO EMANUELE III DI SAVOIA, RE DI SARDRIENA

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CARLO EMANUELE III di SAVOIA, re di SARDRIENA. - N. il 27 apr. 1701 a Torino, m. ivi il 20 febbr. 1773. Secondogenito di Vittorio Amedeo II, poco curato da principio dal padre, quando divenne principe ereditario alla morte del fratello Vittorio Amedeo (1715) ebbe un'educazione severa e prevalentemente militare; ma del poco amore ebbe a ripagarlo quando il padre abdicò (1730) col farlo sorvegliare nei castelli di Rivoli e Moncalieri, mentre dell'educazione militare ebbe a valersi per fare una politica di utili interventi nelle guerre di successione polacca ed austriaca. Nella guerra di successione polacca stette con la Francia, occupò la Lombardia e Milano, ed alla pace di Vienna (1738) ebbe il feudo delle Langhe con le province di Tortona e di Novara. Nella guerra di successione austriaca invece, disgustato dalla Francia che non lo aveva sostenuto nel trattato di Vienna per la Lombardia, stette con l'Austria, e col trattato di Worms (1743) ne ebbe la provincia di Vigevano, la contea d'Anghiera, l'Oltrepò pavese, una parte del piacentino con Bobbio e le regioni sul marchesato di Finale. La guerra durò poi quattro anni con alterna vicenda: fu la guerra della rivolta di Genova (1747) contro gli austropiemontesi e della battaglia dell'Assietta (1747). La pace di Aquisgrana (1748) gli confermò le cessioni del trattato di Worms, meno Finale.

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(da La venturino illumination: delle rillè di Torino per l'augusto spessitivo della Bruti Mortita di C. E. re di Sardegnu... Torino (CE) Carlo Emanuele III di Savola, re di Sardegna - L'arme di C. E. e di Elisabetta Teresa di Lorena.

Dopo Aquisgrana si diede tutto alle opere di pace, riordinando le finanze, togliendo di mezzo le signorie feudali, facendo un vantaggioso concordato con Benedetto XIV. Non curò le lettere e le scienze. Protesse assai l'esercito, specie l'artiglieria, e fortificò le Alpi, delle quali fu detto poi che il re di Sardegna teneva le chiavi, fondò il porto franco di Nizza, aperse strade, costrui chiese, ecc. Ebbe grande idea della dignità sovrana e dei suoi doveri, fu assiduo al lavoro, di ottimi costumi e di sincero spirito religioso. Morì nel 1773 compianto dal popolo.

Bibl.: Opera fondamentale, D. Carutti, Storia del regno di C. E. III, 2 voll., Torino 1829; bibliogr. in Bibliografia ligurespienoatene di G. Borghezia, 2° serie, p. 428 dell'indice, Chieri s. d.; aggiungi G. Martinengo, La mediazione del card. Bentivoglio e la politica ecclesiastica di C. E. III, in Bullett. st. bibl. 1984, 39 (1938), pp. 284-89; M. Valente, Un programma di re C. E. III nel Pinerolese, in Rass. st. del Risorgimento, 26 (1939), p. 611 sge.
Luigi Berra