CARLO FELICE, re di Sardegna. - N. a Torino il 6 apr. 1765 , m. ivi il 27 apr. 1831. Quartogenito di Vittorio Amedeo, che fu terzo re di questo nome, e di Maria Antonietta Ferdinando, figlia di Filippo V di Spagna. Nel 1798 lasciò Torino al seguito del fratello re Carlo Emanuele IV, al quale i Francesi avevano estorto la rinunzia al trono. Il sovrano, ritiratosi in Sardegna, vi rimase non più di sei mesi, e poi ritornò sul continente. Nell'isola C. F. assunse l'ufficio di viceré ( 19 sett. 1799) e lo conservò anche dopo l'abdicazione di Carlo Ema-
nuele IV (5 giugno 1802) fino all'arrivo del nuovo sovrano, il fratello Vittorio Emanuele I ( 18 febbr. 1806).
Rigido tutore dell'ordine costituito, C. F. si adoprò a ristabilire la calma e la tranquillità nell'isola, che non era stata immune dall'influenza delle idee rivoluzionarie. Alla venuta del nuovo sovrano, C. F. si ritirò dalla vita pubblica, ma riassunse l'ufficio di viceré nell'ag. del 1815 , dopo il ritorno dei sovrani a Torino e tale rimase nominalmente fino al 1821. All'abdicazione di Vittorio Emanuele I (marzo 1821), in seguito ai moti che esigevano la costituzione e la guerra all'Austria, C. F. si trovava a Modena; iniziò il suo regno ordinando al nipote Carlo Alberto, nominato reggente, di rompere ogni rapporto con i rivoluzionari e di recarsi a Novara presso l'esercito governativo. Da parte sua C. F., esauriti e repressi i moti, inaugurò una ferrea azione politica contro tutti coloro che si fossero compromessi nei recenti avvenimenti, dimostrando in tale occasione una severità talora anche eccessiva. Durante il suo regno si preoccupò di regolare la questione dei beni ecclesiastici, rimasta insoluta dalla Rivoluzione Francese in poi, ed inviò a tale scopo a Roma un plenipotenziario. Le trattative ebbero un felice esito, e Leone XII approvò nel maggio del 1828 il risarcimento delle proprietà ecclesiastiche incamerate dallo Stato e la nuova distribuzione dei capitali e fondi nelle diocesi del regno.
