CARLO V, re di Francia. - Figlio di Giovanni II di Buono, fu la maggior figura della casa reale di Francia del ramo dei Valois, nel sec. XIV. N. a Vincennes il 21 genn. 1337, ancora giovane ebbe il governo del Delfinato ceduto dall'ultimo delfino della casa di Latour du Pin al re di Francia a condizione che il governo ne fosse sempre nelle mani del primogenito del re. Fu quindi il primo delfino della casa reale. Nel 1355 ebbe dal padre il governo del ducato di Normandia. Dopo la battaglia di Poitiers, in cui Giovanni II fu fatto prigioniero degli Inglesi (1356), C., delfino, assunse la carica di reggente e di luogote-nente del re. La crisi politica che il regno attraversò, gli fece acquistare, a sue spese, conoscenza delle persone, e discernere gli amici dai nemici; così, sebbene ancora giovane, giunse alla perfetta coscienza dei doveri del sovrano ed alla convinzione della necessità che il monarca avesse potestà completa ed assoluta. Per avere appoggio nella riorganizzazione dello Stato, riunì gli Stati generali ma dovette combattere contro l'opposizione del re di Navarra, Carlo il Malo, e della borghesia parigina guidata da un avvocato eloquente. Etienne Marcel. Costretto ad uscire da Parigi trovò aiuto nella feudalità provinciale, che intanto schiacciava l'insurrezione rurale della Jacquerie; con un esercito di nobili rientrò in Parigi e ristabili la sua autorità. Nel 1360 trattò con gli'Inglesi la pace di Brétigny-Calais e, ritornato il padre dalla prigione, gli restituì il regno. Giovanni II morì l'8 apr. 1364 ed allora C. salì al trono. Regnò solo 16 anni, ma il suo regno ebbe grande importanza nella storia della Francia.
Uomo colto, preferiva la vita raccolta, tra gli studi e le meditazioni, alle cacce e alla vita cavalleresca preferita dal padre. Concepiva il suo governo come necessariamente assoluto, soltanto temperato dalla coscienza dei doveri di re e dalla collaborazione onesta ed intelligente di persone colte. Il suo programma era di rimettere la pace e l'ordine nello Stato, liquidando tutto il passato di conflitti e di guerre. Il periodo di pace operosa durò tuttavia solo fino al 1369. L'esecuzione del trattato di Calais portò infatti a gravi difficoltà con il re d'Inghilterra, sia per il pagamento ancora pendente del riscatto di Giovanni II, sia per i diritti di alta sovranità che il re di Francia pretendeva sui feudatari dei territori occupati dagli Inglesi. Nel 1369 quindi ricominciò la guerra. Nel Consiglio del re si discusse il progetto di invadere l'Inghilterra; poi, sotto il comando del nuovo conestabile Du Guesclin, gli eserciti francesi conquistavano il Poitou, la Saintonge e la Bretagna. La morte del Principe Nero, capo militare degli Inglesi, e del re d'Inghilterra fece illanguidire la guerra.

Carlo V, re di Francia - Bonchetto offerto da C. V a Carlo IV imperatore, e a Venceslao IV di Lausemburgo, re dei Romani. Les Grandes Chroniques de France, cod. membranaceo miniato (sec. xiv) - Parigi, biblioteca Nazionale, ms. francese 2813, f. 473.
Per quanto riguarda l'attività politica del re in altri campi, è da ricordare che C. cercò di convincere Urbano V a non ritornare a Roma, ma a conservare la sede papale in Avignone. Scoppiato lo scisma nel 1378, il re prima riconobbe Urbano VI, poi lo abbandonò e riconobbe il nuovo papa di Avignone, Clemente VII. Morl il 16 sett. 1380 a Beauté-sur-Marne e fu sepolto a St-Denis.
Bim.: L'opera più recente e fondamentale su C. V è quella di R. Delaehenal, Histoire de Charles V, 5 voll., Parigi 1909-31. Da vedere pure E. Lavisse, Histoire de France, IV, ivi 1905, pp. 171-263; A. Coville, L'Europe occidentale, in G. Glota, Histoire generale, Histoire du moyen-âge, VI, ivi 1941, p. 592 seg. Francesco Cognasso