CARLO VI, re di FRANCIA, detto il PAZZO. - Figlio del precedente e di Giovanna di Borbone, n. a Parigi il 3 dic. 1368, m. il 21 ott. 1422. Gli zii, duchi di Borgogna, di Berry e d'Angiò, governarono per lui, finché ebbe compiuto i 21 anni. Fu un periodo di violenze e di anarchia nel quale i reggenti prelevarono i mezzi finanziari dove li trovarono e in tutte le maniere. Nel 1385 C. assunse il governo personalmente, e nel 1388 sposò Isabella di Baviera. Incapace di sedare i tumulti sollevati dalla reggenza, richiamò i saggi consiglieri del padre, chiamati per derisione Marmousets, ma il loro buon governo durò poco, poiché il re nel 1392 impazzì e il potere regio fu disputato tra gli zii, duchi di Borgogna e di Orléans. Nel 1407 questo ultimo fu assassinato, e il delitto dette origine alla guerra tra i due partiti nei quali si erano divise corte e nobiltà, quello degli Armagnacchi e quello dei Borgognoni.
Enrico V d'Inghilterra approfittò dell'anarchia per invadere la Francia con la connivenza di Giovanni Senza-
paura, nuovo duca di Borgogna, vinse ad Azincourt nel 1415, e s'impossessò della Normandia. Giovanni Senzapaura, entrato a Parigi, prese il governo in nome di C. Durante un abboccamento con gli Armagnacchi, che avevano dalla loro il delfino, Giovanni Senzapaura fu assassinato nel 1419, e il nuovo duca di Borgogna, Filippo l'Ardito, concluse aperta alleanza con Enrico re d'Inghilterra, tramando anche con Isabella di Baviera, moglie di C. Con il trattato di Troyes del 1420, Enrico V doveva sposare Caterina, figlia di C., e diventare così re di Francia alla morte del suocero. Ma due anni dopo, C. ed Enrico morivano entrambi a poche settimane di distanza l'uno dall'altro.
C. cercò di sfruttare lo scisma a vantaggio dell'autorità regia, ma l'Università di Parigi, interprete della pubblica opinione, gli impose di adoperarsi invece per l'unione delle obbedienze.