CARLO VII, RE DI FRANCIA, DETTO IL VITTORIOSO

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CARLO VII, re di Francia, detto il Vittorioso. Figlio del precedente e di Isabella di Baviera, n. a Parigi il 2 febbr. 1403, m. a Melun-sur-Yèvre il 22 luglio 1461.
Nel 1417 assunse la reggenza del regno per il padre e nel 1422 gli successe, mentre gli Inglesi occupavano quasi tutta la Francia a nord della Loira e al sud tenevano la parte occidentale della Guienna. Il duca di Borgogna era alleato del duca di Bedfort, che reggeva la Francia per il re d'Inghilterra Enrico VI, e C. si trovò subito in condizioni difficilissime. Ma gli Stati generali e provinciali gli procurarono i mezzi finanziari più urgenti, mentre la città di Orléans tenne accanitamente testa all'invasore. Giovanna d'Arco, superando l'ostilità e l'incomprensione della corte e dello stesso re, riuscl a farlo consacrare a Reims; ma quando la Pulsella cadde prigioniera degli Inglesi, C. non seppe far nulla per salvarla. Una serie di avvenimenti fortunati venne ad aiutarlo; il duca di Borgogna si riconciliò con lui per mezzo del trattato di Arras del 1435, Parigi si arrese al connestabile de Richemont, e gli Inglesi stanchi e anch'essi alla vigilia di una guerra civile, firmarono la tregua del 1444 .
I rapporti con la Chiesa al termine del Concilio di Costanza furono regolati nel 1418 da un concordato che riconobbe speciali privilegi alla Francia. Quando nel 1431 si aprì il Concilio a Basilea, il clero francese adunato a Bourges nel febbr. 1432 stette per il Concilio, sebbene Eugenio IV lo avesse sciolto; ed in una seconda assemblea emise una "prammatica sanzione" che il re firmò il 7 luglio 1438, nella quale era riaffermato il principio della superiorità del Concilio sul Papa, si regolavano i rapporti con il Papa e si salvaguardavano le «lodevoli consuetudini della Chiesa di Francia». In una terza assemblea a Bourges nel giugno 1447, prima che fosse concluso il triste scisma suscitato da Felice V, il re C. d'accordo con gli inviati dei principi tedeschi, del re d'Inghilterra, della Savoia, e dei Padri di Basilea, pretese che si adunasse un nuovo concilio in una città della Francia. Ma queste ed altre trattative rimasero senza risultato; continuò invece lo spirito di avversione in buona parte del clero francese contro le prerogative della S. Sede.
Fra il 1445 e il 1448 C. riorganizzò lo Stato, gettò le fondamenta di un esercito regolare e riordinò stabilmente le finanze. Nel 1449 la guerra con l'Inghilterra ricominciò. La Normandia fu riconquistata in un anno, e, dopo tre anni, terminò vittoriosamente per la Francia una lotta che durava da oltre un secolo. Agli Inglesi restava soltanto Calais.
Il trionfo su ogni opposizione aristocratica, la pronta repressione della rivolta, detta della Fraguerie, le campagne

di Svizzera e di Lorena, le alleanac con i principi tedeschi, il rinascere della prosperità economica del paese, riaffermano con C. l'autorità regia e il prestigio della Francia.
BNL.: L. Vallet de Viriville, Histoire de Charles VII et de son époque, 6 voll., Parigi 1862-63; G. Dufresne de Beaucourt, Histoire de Charles VII, ivi 1881-91; R. Wittram, Die französische Politik auf dem Bouter Kanuil, Riga 1927; T. Catta, Charles VII et Jeanne d'Arc, in Rev. des quest. hist., 3² serie, 14 (1929, iv), pp. 237-330; J. Calmette, L'élaboration du monde moderne, Parigi 1934, V. indice; J. Calmette-E. Déprez, L'Europe occidentale de la fin du XIVc siècle aux guerres d'Italie, 2 voll., ivi 1937-39, V. indice; J. Calmette, Chute et relèvement de la France sous Charles VI et Charles VII, ivi 1945; R. Meunier, Les rapports entre Charles VII et Jeanne d'Arc de 1429 à 1431 , Poitiers 1946.
Luigi Michelini Tocei