CAROLINE. - Arcipelago di numerose isole per lo più coralline, disposte in serie parallele fra le Filippine e le Marshall su 30° di longitudine (133-163 E. Greenw.) e 10° di latitudine (a N. dell'Equatore); in gran parte disabitate, estese in complesso 636 kmq. Solo le isole maggiori (Ponape, Truk, Kusaie), di regola vulcaniche e più elevate, sono ben abitate. La popolazione (39 mila ab., di cui 1/5 giapponesi) è formata da sanguemisti (malaricopolinesiani), dediti alla agricoltura ed al commercio. Le C., già tedesche, furono affidate ai Giapponesi nel 1920, quale mandato di tipo C; ma dopo la loro sconfitta nella seconda guerra mondiale vennero trasferite all'amministrazione fiduciaria degli Stati Uniti (apr. 1947).
BIBL.: F. W. Christian, The Caroline Islands, Londra 1899; O. Lütje, Beiträge zu einer Landeskunde des Karolinen Archipel, Lipsia 1906; W. B. Harris, The South Sea Islands under Japanese Mandate (Foreign Affairs), Nuova York 1932, pp. 691-97; P. H. Clyde, Japan's Pacific Mandate, ivi 1935; A. Krämer-H. Damm, Zentralkarolinen, Amburgo 1937; T. Yanaihara, Pacific Islands under Japanese Mandate, Nuova York 1940.
Giuseppe Caraci
MEDIAZIONE DELLA S. SEDE. - L'occupazione delle isole C. effettuata da parte della Germania il 25 ag. 1885 portò ad una notevole tensione diplomatica tra Madrid e Berlino. Sebbene la Spagna non avesse mai formalmente dichiarata la propria sovranità sulle C., tuttavia il fatto che l'arcipelago fosse stato scoperto da Spagnoli e che pure i vari tentativi di evangelizzazione fossero stati attuati da missionari di quella
CAROLINA, SCRITTURA - Epistolario e Evangeliario proveniente da Bobbio (fine IX-X sec.), in scrittura c. bobbiese - Milano, biblioteca Ambrosiana, cod. Ambr. C. 228 inf., f. 4°. (fot. bibl. Ambrosiana)CAROLINA, SCRITTURA - Scrittura c. della fine del sec. XI. Registro di Gregorio VII, f. 58 - Archivio Vaticano (per cortesia di mano, A. P. Frutaz)nazione, rafforzarono il governo e l'opinione pubblica spagnola nella convinzione di avere proclamata la contrastata sovranità perlomeno da un punto di vista morale, se non giuridico. Infine, Berlino e Madrid decisero di ricorrere alla mediazione (non all'arbitrato I) di Leone XIII. Il 22 ott. 1885 il card. Jacobini, segretario di Stato, sottoposte al Papa il progetto di mediazione, che riconosceva da una parte la sovranità spagnola sulle isole, e concedeva dall'altra ai Tedeschi piena libertà di commercio, di navigazione e di pesca, con il diritto di costituire una base navale e carboniera nelle isole stesse. La Germania e la Spagna accolsero questi vari punti della mediazione papale, e con la firma di un protocollo a Roma, il 17 dic. 1885, fu posto termine alla controversia.
BIBL.: M. V. Koschitzky, Deutsche Colonialgeschichte, II, Lipsia 1888, pp. 278-317; Fleischmann, Karolinentreit, in K. Strupp, Wörterbuch des Völkerrechts und der Diplomatie, I, Berlino-Lipsia 1924, pp. 621-23. Silvio Furlani
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“CAROLINE.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 540. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/caroline.