CASERTA, diocesi di. - Sulle pendici del M. Virgo a 400 m . su mare è l'attuale villaggio di C. vecchia che alcuni vorrebbero occupi il luogo dell'antica Saticola, mentre altri la riconoscono d'origine longobarda. E menzionata la prima volta nella cronaca di Ecchemperto alla fine del sec. ix con la dizione di Casa irta. Fu tenuta dai nipoti del vescovo Landolfo; fiorì nel sec. x, dopo la distruzione di Suessula e di Calatia; nel 1268 fu tolta da Carlo d'Angiò al conte Corrado che la cedette a Guglielmo di Bellomonte. Passò poi ai Sanseverino, ai Ribulsi, ai della Ratta, ai Caetani per finire ai Borboni nel 1750 .
Quando Carlo III di Borbone iniziò nel 1752 la costruzione della famosa reggia su disegno di L. Vanvitelli nella pianura, nella contrada Torre, C. vecchia cominciò a spopolarsi a spese della nuova C. che andava sorgendo intorno alla reggia.
Quanto alla origine della diocesi, essa non risale oltre il sec. xir, quando al tempo di Pasquale II fu vescovo Rainulfo (iII3). Nel 1818 Pio VII unì a C. la diocesi di Cajazzo che però Pio IX nel 1852 separò di nuovo.
Insigne monumento di C. vecchia è la cattedrale dedicata a S. Michele Arcangelo, consacrata nel 1153 finita in seguito; in essa si incontrano elementi architettonici svariati, quali il colonnato classicheggiante con archetti piuttosto arabi, come le vòtte del transetto; spicca l'alto tiburio con duplice ordine di archetti; l'interno è a tre navate con colonne e capitelli di spoglio, transetto e absidi. Sono del sec. xiri con decorazione musiva complessa il superstite ambone e il candelabro pasquale rimaneggiati nel Settecento.
Il pavimento è a tipo cosmatesco, con figure ritagliate; il campanile, del 1234 , è a tamburo e torricelle, pure d'ispirazione siciliana, come quello di Gaeta.
In C. vecchia era pure la collegiata di S. Giacomo
eretta da Roberto conte di C., consacrata dal vescovo Porfirio nel 1178 in onore dei SS. Giacomo, Nicola e Basilio; fu poi annessa al monastero delle Domenicane nel sec. XIII.
Ivi è pure la chiesa di S. Pietro ad Montes che si dice sorta sulle rovine del tempio di Giove Tifernino ed è contemporanea alla cattedrale di C. vecchia; è costruita con materiale romano, presenta l’abside semicircolare; nell’interno, sotto l’intonaco, si scorgono avanzi di pitture, una Crocifissione e tra gli archi i Profeti, come nella contemporanea S. Angelo in Formis.
La diocesi, suffragane di Capua, ha un’estensione di 407 kmq. ed una popolazione di 108.700 ab. tutti cattolici, con 52 parrocchie, 109 sacerdoti diocesani e 35 regolari, un seminario minore (1948). A C. vecchia nacque G. A. Santori detto di Santaverina, morto cardinale vescovo di Albano nel 1602.