CASSANO ALL'IONIO, DIOCESI DI

CASSANO ALL'IONIO, DIOCESI di. - In provincia di Cosenza. Si estende dal Tirreno all'Ionio, conta 108.000 ab. tutti cattolici, 43 parrocchie, 75 sacerdoti diocesani e 9 regolari (1948).
C. è città molto antica, ma non è certo che derivi da Cosa o Cossa, forse sita nell'agro di Turio; è molto dubbio che abbia dato i natali al papa s. Eusebio (311). È pura leggenda, avvalorata dall'Ughelli, l'esistenza di un Caposarius Cassianus, che avrebbe partecipato al Sinodo romano di papa Ilario (465), considerato come l'apostolo e il primo vescovo di C. È certo invece che C. è diocesi di creazione bizantina, subentrata a Tempsa e a Turio, distrutte dai Longobardi alla fine del sec. VII. Nel sec. IX i Longobardi avevano costituito gastaldati a C., Cosenza e Laino, come risulta dal trattato dell'847, in cui Benevento e Salerno definiscono le rispettive zone di influenze. Allora compaiono le due diocesi di Cosenza e di Bisignano, ma non C. la quale risulta solo da fonti greche. Nel Synedemus di Jeroele non figura nella Notitia I, della prima metà del sec. IX; mentre è suffraganea di Reggio nella Notitia III, del tempo di Leone VI il Filosofo (899-911). Quindi si può ritenere che sia stata certa dopo che Niceforo Foca riconquistò e riorganizzò la Calabria. La conquista normanna non apportò variazioni; C. rimase sempre suffraganea di Reggio.
La serie dei vescovi si inizia con Sasso, che in un diploma del 1096 figura vicario del papa Urbano II. Ma Sasso è solo il primo vescovo latino di C., mentre si è trovato un David vescovo greco che retrocede di più di un secolo la lista dei presuli di C.
La diocesi di C. nei secc. X e XI fu centro monastico, avendo nel suo territorio l'eparchia del Mercurion, compreso tra Aieta, Orsomarso e Laino, dove si riunirono i più illustri asceti greci calabro-siculi, i ss. Leoluca di Corleone, Cristoforo di Collesano con i figli Macario e Saba, Vitale di Castronovo, Luca di Demena siciliani, ed i ss. Nilo, Bartolomeo, Giorgio e Stefano di Rossano, Procopio di Bisignano, Zaccaria, Giovanni e Fantino del Mercurion, calabresi. Tra i monasteri greci si ricordano quello di S. Andrea di Cerchiara, di S. Basilio Cratere di Castrovillari, di S. Pietro di Frascineto, di S. Maria delle Fonti di Lungro, ecc. Tra i monasteri latini, si notano l'abbazia cistercense di Acquaformosa, filiale della Sambucina, che diffuse l'arte gotica nella Calabria settentrionale; il convento domenicano di Altomonte, S. Maria della Consolazione, che ospitò a lungo Tommaso Campanella; il cenobio dei Conventuali di Castrovillari, fondato nel 1221, e S. Maria di Colloreto, presso Morano, casa-madre dell'omonima Congregazione agostiniana, fondata nel sec. XVI da Bernardo Milizia da Rogliano.
Tra i monumenti sacri della diocesi, oltre la cattedrale di C. con la sua cripta, si citano il santuario della Madonna del Castello di Castrovillari che ha ricordi della primitiva costruzione normanna; S. Maria della Consolazione di Altomonte, del Quattrocento, la chiesa di Francesco di Scalea; la Maddalena di Morano, ecc.
In diocesi di C. nacquero i ss. Antonio e Gregorio di C. e Pacomio di Cerchiara, monaci greci del sec. X; i ss. Samuele, Angelo e Donnolo di Castrovillari, della schiera dei sette martiri francescani di Ceuta del 1227, canonizzati da Leone X nel 1516; di Castrovillari è anche il b. Giovanni Cozza, osservante, venerato a Cosenza in S. Francesco d'Assisi; di Saracena è il b. Angelo Aleo, uno dei primi compagni di s. Francesco di Paola; di Laino il b. Paolo Navarro, martire gesuita del 1622, beatificato da Pio IX.

Bibl.: A. Minervini, C., chiesa vescovile, in Enc. dell'Ecclesiatico, IV, pp. 509-23; D. Spinelli, Per mons. vescovo di C. conto il regio fisco, Roma 1784, pp. 243, 248; G. Parthey, Hieroclis Synedemus et Notitiae graecae episcopatum, Berlino 1866; B. Lanza, Monografia della città di C., Prato 1884; G. Minasi, Le Chiese di Calabria, Napoli 1896, p. 119; G. Gioia, La diocesi di C., suoi vescovi e sue chiese parrocchiali, Saracena 1897; L. Fabre, Liber Censuum Eccl. Romanae, Parigi 1905, p. 245; Anon., La nostra cattedrale, Messina 1936. Per l'abbazia di Acquaformosa: Cottineau, I, col. 14. Francesco Russo