Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Arte Particolari

CASSAPANCA

English Cita
CASSAPANCA - C. con figurazioni di Virtù. Legno e pastiglia (fine del sec. XV) - Firenze, museo Bardini.
CASSAPANCA - C. con figurazioni di Virtù. Legno e pastiglia (fine del sec. XV) - Firenze, museo Bardini.

CASSAPANCA. - Ebbe origine nel medioevo dalla combinazione, voluta forse per economia di spazio, del banco (v.), che era il tipo più comune di sedile, e della cassa destinata a contenere oggetti di vestiario, libri ed altre suppellettili domestiche. Adornò indifferentemente castelli e taverne, case private e chiese e conventi, e fu sempre decorata con intagli, sculture a rilievo, intarsi, a seconda del gusto dei vari secoli. Nel Rinascimento si fece grande uso di c. nelle sacrestie, nelle sale capitolari, nelle absidi stesse o nei presbiteri: disposte lungo le pareti con alti schienali e con leggi e predelle dinanzi, esse assunsero una speciale configurazione che durò molto a lungo nell'abitudine ecclesiastica che se ne avvalse per le funzioni del coro.

Più diffusa è nel Quattrocento la voce cassone con significato pressoché analogo a quello della c. (mancano nel cassone i braccioli e talvolta gli schienali) e in talune regioni sostituita con altre più particolari e dall'accento lievemente dialettale come arca, cofano, forziere, scrigno, cofforo.

C. e cassoni furono oggetti artistici oltre che funzionali. Il Cennini dà esplicito cenno delle maniere di decorarli. A Firenze nei secc. XIV-XV il mestiere era regolato da apposite disposizioni contenute negli statuti dell'Arte dei legnaiuoli, ancor oggi in quell'archivio di Stato.

CASSAPANCA - C. in legno e pastiglia dorata (fine del sec. xiv) - Firenze, museo Bardini.
CASSAPANCA - C. in legno e pastiglia dorata (fine del sec. xiv) - Firenze, museo Bardini.

(fot. Alinari)

Si costruirono cassoni a forma di parallelepipedi bassi e allungati, con la parete anteriore ricurva, e anche con il coperchio sagomato a mo' di baule; la base fu dapprima semplice e dritta, poi si arricchi di elementi ornamentali ed assunse una maggiore consistenza architettonica e con il corrispondente sviluppo della parte superiore fece del cassone un grande mobile. Si ebbero casse di uso domestico rivestite di panno o di cuoio e internamente di pergamena, oppure scolpite a rilievi, istoriate con stucchi rilevati e dorati (fra i rari esempi è un forziere con cervi e falconi nell'ospedale di S. Gimignano), ornate di borchie e fregi in metallo e intarsiate in legni policromi e madreperla (alla certosina).

Già nel Trecento vi fu l'uso di decorare c. con pitture a tinte unite o con fregi monocromi. A Firenze si ricorda di quell'età una bottega di un pictor cofanorum a terreno del palazzo del vescovo, e mobili così dipinti si possono vedere in molte pitture trecentesche. Risale al Rinascimento invece l'uso di decorarli con pitture di storie, allegorie o altre scene figurate: ne dà chiaro cenno il Vasari e ne son testimonianza molti esemplari ancor oggi conservati fra i quali vale ricordare alcuni di Paolo Uccello a Vienna, nella collezione Lanckoronsky, e a Parigi nel museo Jacquemart-André; del Pesellino, che esercitò il maggior influsso sui pittori di mobili del sec. xv; del Pollaiolo (un cassone con la scena di Ercole, Dejanira e Nesso, era nella collezione Cook, a Richmond); del Mantegna, e più oltre, nel Cinquecento, del Bachiacca, del Franciabiglio, di Andrea del Sarto fino a che, a secolo inoltrato, prevalse la decorazione con sculture a rilievo con la quale si chiusero le vicende di tale mobile.

Bibliografia8 opere
BIBL.: C. Cennini, Il libro dell'arte, Firenze 1859, p. 120 sgg.; G. Kinkel, Anfänge weltlicher Malerei in Italien auf Möbeln, Berlino 1876, passim; G. Vasari, Le Vite, ed. Milanesi, II, Firenze 1878, pp. 148-49; A. de Champeau, Le meuble, I, Parigi 1888, passim; A. Schiapparelli, La casa fiorentina e i suoi arredi, Firenze 1908, passim; W. v. Bode, Die italienischen Hausmöbeln der Renaissance, Lipsia 1920, passim; P. Schubring, Truhen u. Truhenbilder d. Italienischen Frührenaissance, ivi 1923 (che è l'opera più completa sull'argomento); N. Tarchiani, Cassone, in Enc. Ital., IX, pp. 340-42.

Giovanni Carandente

Informazioni sulla voce

Di Giovanni Carandente

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 994–995.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 583
vol. 3, coll. 993–994
Pagina 584
vol. 3, coll. 995–996

Altre voci di Giovanni Carandente: CAROSELLI, ANGELO · CATERINA D'ALESSANDRIA, SANTA, MARTIRE · CAVENAGHI, LUIGI · CANADÀ · CAMILLIANI, FRANCESCO

Cita questa voce

Chicago

Carandente, Giovanni. “Cassapanca.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 994–995. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/cassapanca.

MLA

Carandente, Giovanni. “Cassapanca.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 994–995. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/cassapanca.

BibTeX

@incollection{ec3_cassapanca,
  author    = {Carandente, Giovanni},
  title     = {Cassapanca},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {III},
  pages     = {994--995},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1949},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/cassapanca}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.