Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Arte Artisti

CASTELLO, BERNARDO

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Noto anche come: Bernardino Castello

CASTELLO, BERNARDO. - Pittore, n. a Genova nel 1557, m. ivi il 4 ott. 1629. Fu scolaro di Andrea Semino; ma, tratto dall'arte di Luca Cambiaso, presto s'accostò alla maniera di lui. Ancor giovane, recatosi a Ferrara e fattosi amico di Torquato Tasso ne illustrò nel 1586 la Gerusalemme liberata.

Tornò quindi a Genova, dove attese alla sua attività di pittore eclettico, legato alle più varie correnti del manierismo, eseguendo, tra l'altro, pale d'altare per le chiese di S. Francesco, S. Siro, S. Maria di Castello, ed affrescando palazzi e ville genovesi. Nel 1604 fu a Roma; e quindi, per breve tempo, a Torino. Ebbe amicizie con poeti e letterati, soprattutto col Chiabrera, al quale deve molto della sua fama, forse superiore ai suoi reali meriti.

Suo fratello, GTOV. BATTISTA (1547-1637), fu noto pittore e miniaturista, discepolo del Cambiaso.

(fot. Alessi)

Ben superiore al padre Bernardo fu VALERIO, n. a Genova nel 1624, m. ivi il 17 ott. 1659: discepolo del Fiasella e di G. A. De Ferrari, si formò a Milano sulle opere del Procaccini (attivo anche a Genova) e quindi a Parma a contatto con l'arte del Correggio. La sua particolare sensibilità coloristica induce a pensare che egli guardasse alla pittura veneta, sentita forse attraverso la mediazione del Rubens e del van Dyck.

L'arte del C. è tra le più spontanee e personali del Seicento genovese: raffinato e vivace nel colore, egli sentì, ed in modo assai alto, il valore della linea vibrante e dinamica.

Negli affreschi, più che nelle tele, questo suo dinamismo pittorico, tutto preziosità coloristiche e pieno di raffinate eleganze, ha modo di attuarsi in pieno e rivelare il massimo delle sue qualità creative, che sembrano veramente anticipare addirittura la pittura del Settecento. Nei suoi bozzetti talvolta è come una anticipazione dell'arte di Alessandro Magnasco.

Fra le opere più significative si citano le Danaidi (galleria A. Doria, Genova); lo Sposalizio della Vergine (galleria Spinola, Genova); la Vergine del Velo (museo degli Ospedali civili, Genova); il bozzetto del Ratto delle Sabine (coll. De Ferrari, Genova); e, tra gli affreschi, quelli che ornano il salone del palazzo Balbi, sempre a Genova.

Bibliografia5 opere
BIBL.: R. Soprani, Vite dei pittori, scultori et architetti genovesi, Genova 1674, pp. 115-25, 231 sgg.; R. Soprani-Ratti, Vite de' pittori... genovesi, ivi 1768; Catalogo della mostra dei pittori genovesi del 600-700, ivi 1938, pp. 50-51 (con ampia bibl.); M. Labò, Valerio Castello, in Emporium, 96 (1942, II), p. 369-78; A. Morassi, Catalogo della mostra della pittura del Seicento e Settecento in Liguria, Genova 1947, pp. 51-53.

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Di Pietro Zampetti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 1022–1023.

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Zampetti, Pietro. “Castello, bernardo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 1022–1023. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/castello-bernardo.

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Zampetti, Pietro. “Castello, bernardo.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1022–1023. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/castello-bernardo.

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