CATANZARO, DIOCESI di. - La città di C., capoluogo della provincia omonima in Calabria sorge tra i golfi di Squillace e di S. Eufemia. È di origine bizantina e, per la sua posizione, ha avuto notevole importanza dal periodo normanno in poi.
Le origini della diocesi di C. sono oggetto di controversia tra gli storici, molti dei quali contestano ogni valore oggettivo alla Chronica Trium Tabernarum che considerano un falso del sec. XIII, dovuto al canonico Ruggero di Loritello, mentre altri ne ammettono la verità sostanziale. Secondo questa fonte, C. è l'erede della sede di Tres Tabernae che corrisponde all'attuale Taverna. Si ha notizia dell'esistenza di questa diocesi in un diploma greco del 1091, in cui Teodoro Mesimeros si sottoscrive vescovo di Squillace, di Stilo e di Taverna. Il papa Callisto II, venuto in Calabria per incontrarsi con i principi normanni, ne avrebbe trasferito la sede a C., di cui avrebbe consacrato la Cattedrale, dandole in dono il corpo di s. Vitaliano, che ne è divenuto il patrono. In tempi più recenti la Chronica Trium Tabernarum ha
guadagnato molto terreno per opera del Caspar, del Jaffé e del Fabre. Quest'ultimo ricorda che nel Liber Censuum tra le sedi soggette alla S. Sede figura anche Tres Tabernae, di cui ricorda le bolle di Callisto II, edite dal Jaffé, concludendo: « On a contesté cette fondation et ces documents, mais ils resistent aux critiques et notre liste leur donne un appui solide ».
La sede di Tres Tabernae, trasferita a C. nel sec. XII, perdette l'esenzione e divenne suffraganea di Reggio, come si rileva dal Provinciale Vetus di Albino (PL 98, 474), rimanendo tale fino al 5 giugno del 1927, in cui fu elevata a sede arcivescovile.
Il territorio della diocesi comprende 5 vicariati, 46 parrocchie e oltre 90 mila anime, assistite da 63 sacerdoti secolari e 12 regolari (1948). A C. è sorto uno dei primi seminari regionali d'Italia, intitolato a Pio X e inaugurato nel 1914. Ma attualmente un grave incendio lo ha reso inservibile. La Cattedrale è di buone forme classiche. Fu restaurata nel 1665 dal vescovo Consalvo Caputo.