CATENE DI S

CATENE DI S. PIETRO. - Quelle che si conservano a Roma nella basilica di S. Pietro in Vincoli come reliquie della prigionia dell'Apostolo. La chiesa fu rifabbricata totalmente da Sisto III (432-40) e da quella data conservò e venerò tali reliquie. Difatti già il vescovo Achilleo di Spoleto dedicò nella prima metà del sec. V una chiesa nella quale dice che, come in quella di Roma, «regnano Pietro e le sue catene». Inoltre in un'abside della chiesa romana v'era il distico scritto in musaico e che sembra primitivo: inlaesus olim servant haec tecta catenas vincula sacrata Petri ferrum pretiosus auro.

Che la festa dei vincoli di S. Pietro si sia sempre celebrata insieme con la dedizione della chiesa sembra indicare che la repositio di quelle reliquie si sia fatta in origine con la fondazione stessa di questa basilica. Del resto la chiesa già al principio del sec. VI appare denominata ad vincula S. Petri nei più diversi documenti; martirologi e sacramentari che risalgono a quel secolo danno al 1° ag. la notizia che in quel giorno si facevano baciare al popolo le c. Nel 519 Giustiniano domandava al papa Ormiada una particella de catenis sanctorum Apostolorum e dopo d'allora si moltiplicarono tali richieste. Fu specialmente Gregorio Magno che contribuì a diffondere molto il culto dei vincoli, distribuendone molte reliquie.

Le c. di s. P. sono ora due pezzi, ad anelli bislunghi di simile fattura, che sembrano essere appartenuti ad una sola c., che ad un capo stringeva il collo con un largo anello e all'altro legava le mani. Ce ne sono in commercio varie imitazioni in piccolo che si portano addosso e sono indulgenziate. Di una sola c. parlano spesso le fonti antiche, ad es. la Chronographia di Sigeberto Gemblaçense là dove essa narra il famosissimo miracolo del risanamento

CATENE DI S. PIETRO - CATERINA D'ALESSANDRIA

di un conte energumeno alla presenza dell'imperatore Ottone I il 969, con il contatto della sacra c. (PL 160, 191).

La tradizione di due c. di s. P., l'una romana e l'altra conservata a Gerusalemme, portata poi a Roma da Eudossia figlia di Teodosio II, e che si sarebbe spontaneamente unita con quella romana, cominciò ad apparire solo con il sec. VIII.

BIBL.: A. Monsacrati, De catenis s. Petri dissertatio, Roma 1750; H. Grisar, Archeologia, in Civ. Catt., 17ª serie, 3 (1898, III), pp. 205-21; G. P. Kirsch, La festa degli apostoli Pietro e Paolo nel Martir. geronimiano, IV: S. Pietro ad vincula, in Riv. d'arch. christ., 2 (1925), pp. 80-83; A. Ferrua, Della festa dei s. Marcolesi e di un antico sermone in loro onore, in Civ. Catt., 1938, III, pp. 318-27. Antonio Ferrua

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“CATENE DI S.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 660. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/catene-di-s.