CATENELLE

CATENELLE.

- Come strumento di penitenza, le catenelle (lat. catenulae) sono usate dagli asceti cristiani o per flagellarsi (v. DISCIPLINA) o per cingersi la vita, le braccia, le gambe (v. CILICIO).

In questo secondo caso si dice in singolare: la catenella (ant. catenuzza), la quale, generalmente, consiste in una cintura formata con anelli o maglie di fil di ferro a punte sporgenti. Il Segneri (Manna dell'anima, IV, 19 nov.) dice: «Il portar detta croce, non è opera solo di qualche di tra la settimana, com'è in alcuni il portar il cilicio, la catenuzza, o altri tali strumenti penitenziali». Di ambedue gli usi delle c. o catene si

ha un esempio in s. Domenico, di cui scrive il biografo fra' Teodorico: «Portava sempre ai fianchi una catena di ferro... ogni notte si flagellava tre volte con una catena di ferro» (L. Surius, t. IV, pp. 355, 363). Lo stesso si legge di s. Caterina da Siena (L. Surius, t. II, p. 1034).

BIBL.: I. Gretser, Spicilegium de usu voluntario per flagra castigationis, pro tribus libellis de disciplinis, Colonia 1607.

Giacinto del S.mo Crocifisso

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“CATENELLE.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 661. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/catenelle.