CECILIA DELLA NATIVITÀ

CECILIA della Natività. - Carmelitana scalza, la secolo Cecilia Sobrino y Morillas, n. nel 1570 a

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(tel. Alinari)
Cecilia, santa - Bassorilievo in marmo attribuito a Donatello. Londra, musco nazionale.

Valladolid, ove ( 17 genn. 1588) vestì l'abito carmelitano fra le Figlie di s. Teresa, ivi m. il 6 apr. 1646. Tranne gli anni 1602-12, in cui fu maestra di novizie e priora in Calahorra, visse sempre in Valladolid. Guidata dalla dottrina di s. Giovanni della Croce e favorita dai più siti carismi s'innalzò alla contemplazione mistica, di cui descrive in vari trattati gli effetti come in un itinerario dell'anima verso l'unione divina, ininterpretando, con note di esperienza personale, la sintesi della dottrina di s. Giovanni della Croce in maniera viva e attraente.
Due dei suoi trattati principali, cioè il Tratado de la transformación del alma en Dios, ed il Tratado de la unión del alma con Dios, vennero pubblicati dal p. Gerardo, carmelitano scalzo, nell'edizione delle opere di s. Giovanni della Croce, III, Toledo 1912, pp. 349-438, rispettivamente pp. 441-58. Ci ha lasciato anche dei cantici spirituali con dei commenti (che si conservano nel Carmelo di Burgos).

Bibl.: Crisògono de Jesús Sacramentado, La escuela mistica carmelitana, II, Madrid-Avila 1930, pp. 179-80; Gabriel de Ste-Marie-Madeleine, Cérle de la Nativité, in DOp. II, coll. 374375; Silverio de S. Teresa, Hist. del Carm. desc. en España... IX, Burgos 1940, pp. 894, 910. Ambrogio di Santa Teresa