CELLE, GIOVANNI delle. - Scrittore ascetico e volgarizzatore. Fiorentino, figlio di Gano, nobile di Catignano, n. ca. il 1310 e m. ca. il 1396. Prima monaco vallombrosano nel convento di S. Trinita a Firenze e abate dopo il 1346, fu in prigione un anno per un grave trascorso; ottenne quindi di ritirarsi nell'eremo delle Celle in Vallombrosa, onde ebbe il nome, passandovi in penitenza il resto della vita.
Scrisse prediche e lettere in latino e in volgare (se ne conoscono 31), pubblicate in parte dal p. B. Sorio: Lettere del b. G. dalle C. (Roma 1843). Sollecito della rettitudine e dell'ortodossia, entrò nella questione dei Fraticelli eretici, fu familiare di s. Caterina da Siena e si disse da lei miracolato. Le sue lettere in volgare e la traduzione che gli si attribuisce della Summa de casibus conscientiae di Bart. da S. Concordio sono testi di lingua. Altre opere sono perdute. A torto gli sono attribuiti volgarizzamenti da Cicerone e Seneca.