CAUSSIN, NICOLAS. - Gesuita, n. a Troyes il 27 maggio 1583, m. a Parigi il 2 luglio 1651. Scelto, per la sua fama di predicatore e scrittore, dal Richelieu a confessore di Luigi XIII (1637), incorse ben presto l'ira del potente cardinale, che la fece esiliare a Quimper lo stesso anno, perché aveva insistito presso il re, affinché rimediasse a tre inconvenienti, tutti opera del cardinale: la discordia nella famiglia reale, l'impoverimento della Francia a cagione di tante guerre, l'alleanza con i protestanti. Morto Richelieu, il C. fu richiamato a Parigi da Anna d'Austria. La sua disgrazia fu diversamente e oltraggiosamente giudicata; ma cagione ne fu solo la rettitudine di coscienza, che non gli permise di tollerare, senza opporsi, i gravi mali accennati (cf. B. Duhr, I Gesuiti. Favole e leggende, vers. it., II, Firenze 1908, pp. 290-91).
Scrisse raccolte di prediche e opere di letteratura e di controversie; particolarmente da ricordarsi: Eloquentiae sacrae et humanae parallela (Parigi 1619) contro i difetti della predicazione di quel tempo, e La Cour sainte (3 voll., ivi 1624, 1629, 1631), una specie di politica sacra da usare dai grandi della terra: sovrani, prelati, uomini di stato per il buon esempio e il bene del popolo.