Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Ascetica e mistica Particolari

DISCIPLINA

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DISCIPLINA. - Arnese di penitenza, che consiste ordinariamente in un complesso di funi o di catene, piccole o grandi, semplici o terminanti con sbarre e palline di sostanze dure (legno, metalli) adoperate per castigare la carne con la flagellazione.

L'uso di questi e simili strumenti di penitenza è comune nella storia dell'ascesi cristiana, ed è frequentemente ricordato nella vita dei santi, costituendo un esercizio di perfezionamento spirituale. Il principio su cui si fonda è la necessità della mortificazione (v.) come mezzo per il completo trionfo di Dio nell'anima.

L'uso della d., fatto per motivi soprannaturali, di penitenza, di soddisfazione, d'impetrazione, è molto meritorio. Aiuta a domare il corpo (cf. I Cor. 9, 27), a vincere la concupiscenza carnale, a superare varie tentazioni. Crea un'abitudine di umiltà, che prepara l'anima a grazie speciali del Signore, essendo un pratico riconoscimento da parte del penitente di essere peccatore e di aver bisogno della misericordia di Dio, offeso dai peccati. Alimenta lo spirito di compunzione e di austerità, e rende simili a Cristo che soffri la flagellazione.

I maestri spirituali lo raccomandano principalmente per tre fini: 1) per soddisfare per i peccati passati; 2) per vincere se stesso, vale a dire affinché la sensualità obbedisca alla ragione, e tutte le parti inferiori dell'uomo siano più sottomesse alle superiori; 3) per cercare e trovare qualche grazia o dono spirituale, come il dolore ed il pianto dei peccati, l'intimo senso dei dolori che Cristo patì nella sua Passione, la soluzione di qualche dubbio (cf. s. Ignazio di Loyola, Exerc. spir., addit. 10). La mortificazione fisica infatti non estirpa i vizi direttamente, quasi fisicamente o fisiologicamente, ma inducendo nell'anima motivi soprannaturali, che le fanno fuggire quei vizi, ed attirando da Dio grazie speciali per evitarli.

Tale castigo della carne deve però essere regolato dalla discrezione; bisogna procurare che il dolore si senta nelle carni, ma non cagioni infermità, né impedisca beni maggiori. Ordinariamente si consiglia che la flagellazione non si protragga a lungo. L'uso immoderato di tali strumenti di penitenza, se accompagnato da una certa pertinacia, senza o contro il consiglio del direttore spirituale, può diventare un male.

Viceversa erra chi ritenesse inutile e volesse sopprimere ogni uso della d. e d'altre mortificazioni esterne (cf. la dottrina di Molinos condannata da Innocenzo XI, Propos., 38, 39; Denz-U, 1258-59; e la condanna dell'americanismo: Denz-U, 1972).

Bibliografia2 opere
BIBL.: L. Hertling, Theologia ascetica, 3ª ed., Roma 1947, pp. 293-311; O. Zimmermann, Arzetik, 2ª ed., Friburgo in Br. 1939, p. 167 ssg.

Arnaldo Lanz

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Di Arnaldo Lanz

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 1743–1744.

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vol. 4, coll. 1743–1744

Altre voci di Arnaldo Lanz: DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI · DIRCKINCK (DIRCKING), JOHANNES · DEZ, JEAN · DOYLE, WILLIAM · DREXEL (DREXELIUS), JEREMIAS

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Lanz, Arnaldo Maria. “Disciplina.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 1743–1744. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/disciplina.

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Lanz, Arnaldo Maria. “Disciplina.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1743–1744. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/disciplina.

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