CATERINA de' Medici, regina di Francia. Figlia di Lorenzo de' Medici, duca d'Urbino, e di Maddalena de la Tour d'Auvergne, contessa di Boulogne, n. a Firenze il 13 apr. 1519, m. a Blois il 15 genn. 1589. Sposò nel 1533 il secondogenito di Francesco I di Francia, Enrico, duca di Orléans, che la morte del delfino rese 3 anni dopo l'erede presuntivo della corona. Anche dopo la morte di Francesco I nel 1547, e salito al trono Enrico, C. visse in disparte, consacrandosi interamente all'educazione dei 10 figli.
Vedova nel 1559, ella continuò prudentemente a stare nell'ombra durante il breve regno di Francesco II, del quale furono tutori il duca di Guisa e il fratello card. di Lorena. Ma, all'avvento al trono di Carlo IX, nel 1560 , riuscì a farsi proclamare reggente; non riusci però ad evitare che si preparasse il clima in cui dovevano divampare le guerre di religione. Nel periodo delle secesse dispute, rimase indecisa tra cattolici e ugonotti. Nel 1563 promulgò l'editto di Amboise sulla libertà di coscienza. A deciderla fu ancora una volta l'ambizione, che vide un pericolo nell'influenza che l'ugonotto ammiraglio di Coligny stava prendendo nell'animo del giovane Carlo IX. L'attentato contro il Coligny nel 1572 non riusci che a metà. Il re ordinò un'inchiesta severa e imparziale, e C., alla cui ambizione minacciata si univa la paura per la sua stessa sicurezza, dette mano libera ai suoi per il massacro della notte di san Bartolomeo ( 24 zg . 1572; V. bartolonico, notte di san). Invano negli ultimi anni tentò una politica di equilibrio tra le parti in lotta: riusci soltanto a conciliarsi l'odio di tutti.
Complessa fu la sua personalità : avida di gloria, sentì il fascino della potenza politica; italiana, pure comprese e difese il senso che della nazione aveva la Francia tutta. Donna di scarsa fede religiosa, operò su un piano politico-religioso seguendo i dettami di una spietata ragion di Stato. Più che dominare gli avvenimenti, ne fu assai spesso dominata.
Luigi Michelini Tocci