Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Ordini, congregazioni e istituti religiosi Congregazioni ecclesiastiche

BARTOLOMITI

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Noto anche come: inglese: Armenian Friars

BARTOLOMITI. - Ordine di monaci armeni profughi in Italia dalle regioni dell'Armenia-Cilicia già minacciate dagli infedeli, e stabiliti a Genova nel 1307 con a capo il monaco Martiros. Con il favore del papa Clemente V essi costruirono nell'anno seguente un primo convento ed una chiesa con il titolo di S. Bartolomeo, apostolo degli Armeni, che dette loro il nome. Questi monaci chiamati Basiliani nella bolla di Clemente V, e comunemente « Frati armeni » (quantunque, dopo il 1350, fossero tutti italiani) seguivano le regole e vestivano l'abito dei Domenicani ed avevano adottato il rito latino sopprimendo quello armeno.

L'Ordine dei B. ebbe un discreto sviluppo e buona fama finché venne retto da un superiore generale perpetuo; ma quando la carica divenne sessennale, sorsero dissensi e disordini tali da provocarne la soppressione totale nel 1650. La chiesa fu data ai Barnabiti.

Bibliografia2 opere
BIBL.: G. Bitio, Relazione del principio e stato continuato della sagra religione de' frati de s. Basilio degli Armeni in Italia, Pavia 1640; P. L. Alisan, Sisakau (arm.), Venezia 1893, p. 450.

BARTOLOMITI. - Congregazione di sacerdoti secolari fondata con il titolo Institutum clericorum saecularium in communi viventium nel 1640 da Bartolome.

meo Holzhauser (v.). L'intento primo del fondatore fu quello di portare un efficace aiuto alle diocesi e ai sacerdoti in seguito ai danni causati dalla guerra dei Trent'anni. I B. si occuparono prevalentemente della formazione dei giovani seminaristi.

Il primo loro seminario fu quello di Salisburgo, seguito dalla fondazione di molti altri. La Congregazione fu molto fiorente per oltre un secolo, soprattutto sotto il superiore generale Johann Appelian (m. a Roma nel 1700), che fece approvare definitivamente le costituzioni dal papa Innocenzo XI (già approvare nel 1647 al tempo del fondatore). Innocenzo XI volle una loro casa a Roma stessa, dove però l'istituto non raggiunse il successo ottenuto altrove, e la sede fondatavi ebbe breve durata. Notevole influì esercitarono i B. sulla formazione del clero in Germania, particolarmente nelle regioni meridionali, in Austria, in Boemia e un po' ovunque in Europa; si diffusero anche nell'America del Sud. Verso la metà del 1700 la Congregazione era in decadenza, e cominciò una vita stentata che portò alla sua soppressione, avvenuta, anche per la mania persecutoria del tempo, per opera del governo bavarese nel 1801.

Le principali caratteristiche costituzionali e disciplinari dei B. si possono così riassumere: non avevano voti, ma si obbligavano con giuramento a non abbandonare la Congregazione, a vivere in comune e alla comunanza dei beni; le rendite ecclesiastiche erano sottratte alla proprietà individuale, ciò che fece dare ai B. il nome di «comunisti»; ogni casa era retta da un superiore locale, più case avevano a capo un decano, e un superiore diocesano era preposto a tutte le case di una stessa diocesi; al di sopra di tutti era un superiore generale.

Si può considerare attualmente parziale erede degli scopi dei B. l'«Unione (v.) apostolica» fondata nel 1862 da Vittore Lebeurier; essa si prefigge, tra l'altro, anche l'introduzione del processo di canonizzazione di B. Holzhauser.

Bibliografia6 opere
BIBL.: B. Holzhauser, Constitutiones clericorum in comuni victorium; Constitutiones pro spiritualis temporalis direcctione instituti clericorum ascultarum; Epistola fundamentalis, Magonza 1716; F. Bussm. Das Leben und das Institut des ehrw. B. Holzhauser, in Studien und Mitteilungen aus dem Benediktiner und Cistercienserorden, 23 (1902), pp. 403-32, 643-55; J. Wenner, s. v. in DHG, VI, coll. 1039-41; M. Heimbecher, Die Orden und Kongregationen der Katholischen Kirche, 3ª ed., II, Paderborn 1934, pp. 595-98.

Ambrogio Mancone

Informazioni sulla voce

Di Ambrogio Mancone, Elia Pecikian

Fonte Ambrogio Mancone: firma a stampa; Elia Pecikian: letta dalla scansione

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 932–933.

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vol. 2, coll. 931–932
Pagina 557
vol. 2, coll. 933–934

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Mancone, Ambrogio, and Elia Pecikian. “Bartolomiti.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 932–933. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/bartolomiti.

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Mancone, Ambrogio, and Elia Pecikian. “Bartolomiti.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 932–933. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/bartolomiti.

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